Ministero del Commercio cinese: ferma protesta per l’inserimento di 29 aziende cinesi nel Decreto USA sullo Xinjiang

2024-11-26 21:33:17

Il 26 novembre, il portavoce del Ministero del Commercio cinese ha denunciato la recente decisione degli Stati Uniti di inserire 29 imprese cinesi nella lista delle entità soggette al "Decreto sulla prevenzione del lavoro forzato degli uiguri". La misura statunitense, priva di fondamento fattuale, rappresenta una tipica azione di coercizione economica che, con il pretesto dei "diritti umani", concretizza pratiche di bullismo. La Cina condanna fermamente questa decisione, alla quale si oppone risolutamente, e ha già presentato una forte protesta alla controparte statunitense.

Il portavoce cinese ha ricordato che la Cina si oppone fermamente al lavoro forzato e che nello Xinjiang non esiste alcun "lavoro forzato". Gli Stati Uniti, senza prove concrete, hanno imposto sanzioni basandosi sulla propria legislazione nazionale, per il solo fatto che le aziende cinesi acquistano materiali nella regione dello Xinjiang o assumono lavoratori locali. Questo viola gravemente i diritti fondamentali della popolazione dello Xinjiang, danneggia i legittimi interessi delle imprese coinvolte e compromette la stabilità della catena di approvvigionamento globale.

La Cina esorta gli Stati Uniti a cessare immediatamente le speculazioni politiche e le campagne diffamatorie, ponendo fine alle ingiustificate pressioni sulle aziende cinesi. La Cina adotterà le misure necessarie per salvaguardare con fermezza i diritti e gli interessi legittimi delle proprie imprese.

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