Il 30 ottobre il portavoce del ministero cinese del Commercio ha risposto alle domande dei giornalisti sulle regole definitive delle restrizioni agli investimenti in Cina pubblicate dagli USA.
Qualche giornalista ha chiesto: il 29 ottobre il dipartimento delle Finanze americano ha reso note le regole definitive delle restrizioni agli investimenti in Cina, qual è la posizione cinese in merito?
Il portavoce ha risposto affermando che la Cina si oppone fermamente alle sopraccitate regole, avendo già avanzato severe proteste alla controparte e riservandosi il diritto di adoperare contromisure adeguate.
Il portavoce ha specificato che Washington ha allargato il concetto di sicurezza nazionale, varando restrizioni discriminatorie di investimento contro la Cina, il che rappresenta una tipica pratica non di mercato. La maggioranza dei settori che hanno a che vedere con chip, intelligenza artificiale e calcolo quantistico non hanno nulla a che vedere con la sicurezza statale, ma vengono comunque inclusi nelle restrizioni. Ciò interferirà con la cooperazione commerciale normale tra le imprese dei due Paesi e ne danneggerà gli interessi.
Il portavoce ha concluso esprimendo la speranza che gli USA rispettino i principi di mercato ed economici, chiarendo il confine tra il settore commerciale e la sicurezza statale e cessando di politicizzare e armare la questione commerciale, così da creare un buon ambiente per il commercio bilaterale.