L’11 ottobre la portavoce del Ministero cinese degli Esteri, Mao Ning, ha presieduto una conferenza stampa regolare. In risposta alla risoluzione sulla Cina adottata dal Parlamento europeo il 10 ottobre, Mao Ning ha dichiarato che essa ignora i fatti, inverte la realtà, attacca ferocemente la situazione dei diritti umani nel Xinjiang e interferisce in modo grossolano negli affari interni e nella sovranità giudiziaria della Cina, il che rappresenta una grave violazione del diritto internazionale e delle norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali; la Cina esprime per questo alla parte europea la propria forte indignazione e risoluta opposizione a tale risoluzione.
È il popolo cinese, non il Parlamento europeo, l’unico ad avere voce in capitolo sulla situazione dei diritti umani in Cina. Attualmente il Xinjiang, con la sua stabilità sociale, il suo sviluppo economico e la gente che vive e lavora in pace e serenità, sta vivendo il periodo di sviluppo migliore della sua storia, e la politica di governo del Xinjiang è profondamente radicata nel cuore della popolazione, un fatto che nessuno può negare.
La Cina chiede con forza al Parlamento europeo di smettere immediatamente di inventare menzogne per diffamare la Cina, di interferire negli affari interni e nella sovranità giudiziaria della Cina con la scusa dei diritti umani, e di adottare doppi standard in materia di diritti umani.
Il Parlamento europeo non è qualificato né ha il diritto di rivendicare un ruolo di “maestro” dei diritti umani. Esso dovrebbe affrontare i risultati della Cina in materia di diritti umani e rispettare la sovranità cinese e il percorso di sviluppo dei diritti umani scelto dallo stesso popolo cinese.