Riguardo al cosiddetto “Rapporto semestrale su Hong Kong”, pubblicato per la 55esima volta dal governo britannico, che diffama la politica “un Paese, due sistemi” e le leggi sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, interferendo gravemente negli affari di HK e negli affari interni della Cina, il 12 settembre il portavoce dell’Ufficio del Commissariato del Ministero cinese degli Esteri a Hong Kong ha espresso la propria severa condanna in merito.
Il portavoce ha affermato che da quando Hong Kong è ritornato alla madrepatria, la base giuridica per il governo cinese di governare la regione ad amministrazione speciale è la Costituzione cinese e la Legge fondamentale di Hong Kong, non la Dichiarazione congiunta sino-britannica. La parte britannica, senza alcuna sovranità, né diritti di amministrazione o supervisione su Hong Kong, ha invece usato ripetutamente la Dichiarazione congiunta sino-britannica come scusa per interferire negli affari interni della Cina. Il portavoce ha esortato la parte britannica a rinunciare completamente alla sua mentalità imperiale, rispettando i principi del diritto internazionale e le norme fondamentali delle relazioni internazionali, riconoscendo il fatto oggettivo che Hong Kong è entrato in un nuovo periodo di governance e prosperità, e smettendo di interferire negli affari di Hong Kong e in quelli interni della Cina con il cosiddetto "rapporto semestrale".