Nessun confronto tra campi in nome della "democrazia"

2024-03-18 14:14:16

Il politologo americano Samuel P. Huntington aveva affermato nel suo libro che "se non ci sono veri nemici, non ci sono veri amici". Questo argomento riflette la mentalità che sta alla base della ricerca di rivali a livello globale da parte degli Stati Uniti, anche dopo la vittoria nella Guerra Fredda, nonché la loro intrinseca paura di un indebolimento della propria egemonia.  Al momento, gli Stati Uniti stanno usando il concetto di "democrazia" per cercare di mettere insieme una "alleanza di valori" sotto il quadro cognitivo di "democrazia contro autocrazia", che è in sostanza un confronto di campi e una divisione del mondo. L'imminente Terzo Vertice sulla Democrazia è visto come uno strumento per raggiungere questo obiettivo.

Mushahid Hussain Syed, presidente della Commissione Difesa del Senato pakistano:

Al primo Vertice era stato invitato anche il Pakistan, ma non ci siamo andati. Abbiamo declinato l'invito perché il Vertice non ha nulla a che fare con la democrazia. Vorrei dire che in questi tempi di cambiamento, nella battaglia delle idee, nella battaglia delle narrazioni, noi promuoviamo la verità e ci concentriamo sul nostro Paese, sulla vita del nostro popolo e sul suo sostentamento.

Yukio Hatoyama, ex primo ministro giapponese:

Se valori come la democrazia e i diritti umani vengono introdotti in modo eccessivo nella diplomazia, i paesi con valori diversi saranno discriminati ed esclusi, e a lungo andare questi Paesi prenderanno contromisure.

Secondo i resoconti dei media, sebbene il terzo Vertice per la democrazia si tenga in Corea del Sud, il manipolatore e la forza dominante dietro di esso saranno ancora gli Stati Uniti, e il loro presidente, Joe Biden, vi parteciperà in video. Gli Stati Uniti dividono il mondo in "democrazie" e "non democrazie”, impegnandosi in una politica di blocchi e scontri, che di per sé è una grave violazione delle norme fondamentali delle relazioni internazionali.

Abhisit Vejjajiva, ex primo ministro tailandese:

Non esiste altro ruolo per le organizzazioni internazionali o per la comunità internazionale che quello costruttivo, da dover svolgere, e la democrazia non può essere usata come una linea di demarcazione per mettere un gruppo di Paesi contro un altro.

La democrazia è un valore comune di tutta l’umanità, la dimostrazione di diverse civiltà politiche in vari paesi e regioni. Le diverse condizioni nazionali portano naturalmente a diverse forme di espressione e percorsi di realizzazione, e anche all'interno dei Paesi occidentali esistono diverse forme di democrazia. La diversità delle pratiche democratiche è un segno distintivo di una moderna società civilizzata.

João Cerejo dos Santos, segretario degli Affari Esteri della Gioventù socialdemocratica portoghese (JSD):

Credo che la democrazia e i diritti umani non appartengano a nessun paese, né tantomeno dovrebbero essere definiti da alcun singolo paese; il documento più importante sui diritti umani nell'ultimo secolo è la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il concetto dei diritti umani e quello della democrazia, invece essere controllati da un paese, dovrebbero essere definiti, potenziati ed applicati da tutti cittadini della Terra. 

Evandro Menezes de Carvalho, direttore del Centro per gli Studi sino-brasiliani, Facoltà di Giurisprudenza della Fondazione Getulio Vargas, Rio de Janeiro, Brasile:

Ci sono molti tipi di democrazie nel mondo, non si può dire che esista solo un modello di democrazia. Infatti, tutti i Paesi occidentali democratici stanno affrontando i loro problemi, cioè una crisi di legittimità, perché non promuovono lo sviluppo e non migliorano la vita dei loro popoli, quindi questi Paesi dovrebbero prima di tutto prestare attenzione alla propria situazione.



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