
Dal 21 al 26 settembre il presidente siriano Bashar al-Assad ha visitato la Cina per partecipare alla cerimonia di apertura dei Giochi Asiatici di Hangzhou. Durante la sua visita ha concesso un’intervista esclusiva al CMG.
Rispondendo alle domande sulla ricostruzione del paese, sulla partnership strategica sino-siriana e sulla cooperazione con la Cina, il presidente siriano ha osservato che
la Sira è stata uno dei paesi più ricchi e più stabili nel Medio Oriente, mentre dopo dieci anni di guerra, la Sira si trova in caos e ha subito la recessione economica. Il presidente al-Assad ha affermato che quando la guerra e le sanzioni saranno finite, il popolo siriano sarà sicuramente in grado di ricostruire il proprio Paese. Ora i problemi consistono negli impatti sociali latenti. I due rischi potenziali sono il nuovo liberalismo dell’Occidente, guidato dagli Stati Uniti e l’altro è l’estremismo. Tutti i paesi devono affrontare queste due minacce, ma tra l’altro dobbiamo affrontare anche le sfide estere portate dal mutamento della situazione economica mondiale. Per “curare” l’attuale situazione, la “ricetta” fondamentale è la “transizione”, non solo la Siria ma tutti i paesi, dovrebbero fare la transizione dal trading in dollari a quello in altre volute. La prima scelta per una valuta alternativa è RMB.
Parlando della relazione strategica sino-siriana, il presidente ha detto che per quanto riguarda il partenariato, la Cina sottolinea un nuovo tipo di relazioni internazionali e rifiuta l'egemonia. Sia in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che in altre sedi internazionali, la Cina si schiera politicamente dalla parte siriana e la sua posizione in merito è chiara. Nell'attuale situazione internazionale, i due Paesi devono impegnarsi per effettuare dialoghi più ampi.
Parlando del ruolo cinese negli affari internazionali, Bashar al-Assad ritiene che l’Iniziativa Belt and Road non sia della Cina ma del Mondo, e che le tre iniziative di sviluppo globale, di sicurezza globale e di civiltà globale siano i regolamenti favorevoli alla costruzione di un nuovo mondo per sostituire quello vecchio.