
Secondo quanto riferito il 7 luglio dal “New York Times”, sebbene in base al rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) il piano di scarico in mare delle acque reflue nucleari del Giappone corrisponda agli standard di sicurezza internazionali, il rapporto non è riuscito a dissipare le preoccupazioni sui pericoli posti dagli effluenti nucleari.
I paesi limitrofi come la Cina e la Corea del Sud hanno ripetutamente chiesto al Giappone di adottare un approccio più trasparente. Anche in Giappone le opinioni sono divise: secondo un sondaggio condotto da Japan News Network (JNN) , circa il 40% degli intervistati giapponesi si oppone nettamente al piano di scarico.
Azby Brown, capo ricercatore presso Safecast, organizzazione indipendente di monitoraggio delle radiazioni, ha dichiarato in un’intervista: “Molti scienziati ritengono che i dati forniti finora dal Giappone siano incompleti.” Nonostante le ripetute assicurazioni del Giappone che gli effluenti nucleari scaricati in mare sono stati trattati e sono sufficientemente sicuri, non sono ancora disponibili dati completi e il processo di analisi non è abbastanza trasparente e completo.