[In altre parole]Il valore inestimabile dei rapporti Italia-Cina

2023-02-18 23:00:13

Pace e affari, nonché relazioni bilaterali e intercontinentali. Queste possono essere alcune delle parole chiave per interpretare la visita di Wang Yi in Europa, che si sta svolgendo proprio in questi giorni. Wang Yi, direttore dell’Ufficio della Commissione per gli Affari esteri del Comitato centrale del PCC, ha già tenuto colloqui di alto livello con i leader di Francia e Italia, per poi proseguire con quelli di Ungheria e Russia. Contestualmente, il leader della diplomazia cinese prenderà parte anche alla Conferenza annuale sulla sicurezza di Monaco di Baviera 2023.

La ripresa degli incontri di alto livello è stata possibile grazie al superamento delle chiusure legate all’emergenza sanitaria e, per quanto riguarda l’Italia, all’impulso molto positivo dato dall’incontro di Bali durante l’ultimo vertice G20 tra i presidenti Xi e Meloni.

Gli interessi economici tra Europa e Cina sono rilevanti e consistenti per entrambe le parti: si pensi solo che la Cina è diventata il primo partner commerciale dell’EU da alcuni anni, mentre, nello specifico dei rapporti con l’Italia, gli ultimi dati Istat-Ice mostrano un valore totale dell’interscambio che nel 2022 ha quasi raggiunto 74 miliardi di euro, un valore record. La Cina rappresenta infatti il primo partner commerciale asiatico dell’Italia.

Come è emerso anche durante la visita di questi giorni, i leader delle due parti sono convenuti nel riconoscere l’urgenza di investire maggiormente nelle buone relazioni bilaterali, anche al fine di ridurre lo squilibrio della bilancia commerciale e valorizzare le aperture cinesi al made in Italy. "La Cina - ha detto Wang Yi - è disposta a importare più prodotti italiani di alta qualità e spera che l'Italia fornisca alle aziende cinesi un ambiente commerciale equo, trasparente e non discriminatorio". Mattarella dal canto suo ha posto l’accento sul riavvio dei vari meccanismi di cooperazione, aggiungendo che la parte italiana sostiene l’Ue nello sviluppo delle relazioni con la Cina, essendo la cooperazione Ue-Cina fondamentale per affrontare le sfide globali.

E’ bene ribadire la grande rilevanza politica del tour europeo della diplomazia cinese, perché non attiene solo alle relazioni bilaterali o intercontinentali, ma anche agli assetti della sicurezza mondiale, che, per essere ripristinata e garantita nel tempo, ha bisogno di maggiore cooperazione politico-culturale. Cina ed Italia, così come Cina ed Europa, hanno responsabilità e complementarietà uniche per svolgere un ruolo di pacificazione degli attuali conflitti e di promozione del multilateralismo.

Solo per fare un esempio, è bene ricordare che la Cina continua a mostrarsi disponibile per avviare negoziati di pace intorno alla questione Ucraina, che rappresenta un nodo irrisolto da sciogliere pacificamente per il bene di tutta la comunità umana. Ciò è stato ribadito anche nel recente incontro con il ministro degli esteri italiano, Antonio Tajani, quando quest’ultimo ha chiesto aiuto alla Cina per cercare una soluzione alla crisi in atto. Tuttavia, il punto non è tanto sperare nella influenza cinese sulla Russia - acquisita soprattutto grazie alla neutralità del “Paese di mezzo” rispetto ad altre potenze - ma portare Europa ed Usa sulle posizioni di maggior equilibrio suggerite dalla Cina, che, da sempre, invita a trovare soluzioni che siano accettabili per tutti e non favorevoli a una sola parte a discapito dell’altra. La Cina ha sempre lavorato in maniera pacifica e continua a farlo sul piano economico, diplomatico e culturale, rifiutando imposizioni unilaterali e sostenendo il multilateralismo in un mondo profondamente cambiato e che potrebbe favorire la democratizzazione delle relazioni internazionali.

Cina-Italia e Cina-Europa tornano dunque a guardare al contesto macro-geografico e alla necessità di unirsi per affrontare le incertezze e le avversità del momento storico che stiamo vivendo. La parola chiave in questo caso è “cooperazione” (e comprensione reciproca), diplomatica, culturale, economica e politica.

L'autore Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali e Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia



Our Privacy Statement & Cookie Policy

By continuing to browse our site you agree to our use of cookies, revised Privacy Policy. You can change your cookie settings through your browser.
I agree