Mondo politico degli Stati Uniti pieno di “re degli azionisti”

2022-10-27 22:56:24

Negli Stati Uniti, se si pensa ai “re degli azionisti”, la prima cosa che viene in mente è la famiglia Pelosi, il presidente della Camera dei Rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti. In realtà, non è l'unica a Washington, e non solo a Capitol Hill.

Il Wall Street Journal ha recentemente pubblicato un'indagine secondo la quale i moduli di divulgazione finanziaria di circa 12 mila funzionari governativi tra il 2016 e il 2021 hanno mostrato che più di un funzionario su cinque ha detenuto o scambiato azioni che sono aumentate o diminuite in risposta alle decisioni prese dai loro dipartimenti. In numerose occasioni, le tensioni dello Stato e del popolo americano sono state trasformate in opportunità per fare profitti. All'inizio del 2020, prima che l'opinione pubblica americana fosse consapevole della gravità della nuova epidemia di Covid-19, il vicedirettore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases vendette una grande quantità di azioni. Il Dipartimento della Salute Stati Uniti ha riferito che nel gennaio 2020 i dipendenti del dipartimento hanno scambiato il 60% in più di azioni e fondi rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.

Anche nel Congresso degli Stati Uniti questo è un fatto comune. Solo un mese fa, sul New York Times sono apparse le fototessere di 97 membri del Congresso, un numero che rappresenta circa un quinto del numero dei membri del Congresso degli Stati Uniti, tra questi i democratici e i repubblicani occupano circa 50 per 50.

La costante esposizione di questi “re degli azionisti” nella politica statunitense ha scatenato l’indignazione pubblica. In un editoriale del Bangor Daily News si legge: “Basta così! La legislazione sul trading azionario deve essere portata avanti”. Il New York Times ha sostenuto che i politici americani hanno messo i propri interessi al di sopra di quelli del Paese e dei cittadini, e portando alla sfiducia dell’opinione pubblica nei confronti del governo.

Il politologo americano Francis Fukuyama ha pubblicato un articolo sulla rivista Foreign Affairs, indicando che negli Stati Uniti c’è una decadenza politica profondamente radicata e che le istituzioni di governo del Paese sono diventate sempre più inefficaci. In sostanza, l’insider trading sulle azioni dei politici statunitensi è una forma di “corruzione istituzionale”. Quando sono apertamente corrotti e restano impuniti, rappresentano un segno del fallimento delle istituzioni e della decadenza politica del Paese.

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