L’ambasciatore cinese negli Usa ha pubblicato un articolo firmato sul Washington Post: Perché la Cina si oppone alla visita di Pelosi a Taiwan

2022-08-06 22:39:32

In risposta all’articolo della presidentessa della Camera dei rappresentanti degli Usa Nancy Pelosi “Perché sto guidando una delegazione del Congresso a Taiwan” pubblicato sul Washington Post, il 4 agosto, l’ambasciatore cinese negli Usa Qin Gang ha anche pubblicato un articolo firmato sul giornale dal titolo “Perché la Cina si oppone alla visita di Pelosi a Taiwan”. Il testo competo come segue:

Taiwan è una parte inalienabile del territorio cinese da 1.800 anni. Nel 1943, i leader di Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna pubblicarono la Dichiarazione del Cairo che prevede chiaramente che tutti i territori rubati dal Giappone, come Taiwan devono essere restituiti alla Cina. La Dichiarazione di Potsdam del 1945 afferma che i contenuti della Dichiarazione del Cairo devono essere attuati. La risoluzione 2758 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, approvata nel 1971, riconosce che il governo della Repubblica popolare cinese è l’unico rappresentante legittimo della Cina alle Nazioni Unite.

Quando la Cina e gli Stati Uniti hanno stabilito relazioni diplomatiche il primo gennaio 1979, gli Stati Uniti hanno riconosciuto nel comunicato congiunto che il governo della Repubblica popolare cinese è l'unico governo legittimo della Cina. Da quel momento ad oggi sono passati quattro decenni e gli Stati Uniti ha sempre promesso di non sviluppare relazioni ufficiali con Taiwan.

La presidente della Camera Nancy Pelosi è il terzo funzionario maggiore degli Stati Uniti. Con un aereo militare, Pelosi ha effettuato una "visita ufficiale a Taiwan" di alto profilo, ed è stata trattata a pieno titolo dalle autorità del Partito Democratico Progressista di Taiwan, che hanno inserito la ricerca dell'indipendenza nello statuto del partito. Tale visita ha apertamente rotto la promessa degli Stati Uniti di non sviluppare relazioni ufficiali con Taiwan ed è un atto estremamente irresponsabile, provocatorio e pericoloso.

Il principio di una sola Cina fa parte dell'ordine internazionale del dopoguerra ed è ormai diventato un consenso internazionale generale. Dal momento che gli Stati Uniti hanno detto che l'"ordine internazionale basato su regole" deve essere rispettato, devono naturalmente attenersi al principio di una sola Cina.

In passato, gli Stati Uniti hanno violato e minato il principio di una sola Cina, adottando il Taiwan Relations Act e le “Six Assurances” a Taiwan. Tutto questo e quello che gli Stati Uniti stanno facendo hanno violato il principio di una sola Cina con il tentativo di cambiare unilateralmente lo status quo di Taiwan e l'ordine internazionale del dopoguerra. Cinquant'anni fa Henry Kissinger, coinvolto in prima persona nelle trattative per la normalizzazione delle relazioni Cina-U.S. ha visto come la questione taiwanese sia stata adeguatamente gestita sulla base del principio di una sola Cina. Di recente, ha osservato che "gli Stati Uniti non dovrebbero, con sotterfugi o un processo graduale, sviluppare una sorta di soluzione a 'due Cina'".

Le persone su entrambi i lati dello Stretto di Taiwan sono cinesi. La Cina mostrerà la massima sincerità e compirà i massimi sforzi per realizzare la riunificazione pacifica, ma la Cina non permetterà a Taiwan di separarsi dalla patria in nessuna forma.

Le attuali autorità di Taiwan hanno respinto i fatti e le basi legali secondo cui entrambe le due sponde dello Stretto di Taiwan appartengono alla stessa Cina, e ha perseguito l'indipendenza dell’isola appoggiandosi agli Stati Uniti. Le loro tattiche includono il tentativo di tagliare i legami storici e culturali con la terraferma, cancellare l'identità nazionale e alimentare il confronto. Gli Stati Uniti, nel frattempo, hanno venduto a Taiwan armi come un mezzo per contenere la Cina e hanno svuotato il principio di una sola Cina. Solo negli ultimi 18 mesi, gli Stati Uniti hanno effettuato cinque round di vendita di armi a Taiwan.

Il presidente Biden ha affermato molte volte che gli Stati Uniti non cambieranno la loro politica di una sola Cina e non sosterranno "l'indipendenza di Taiwan". Ma per le forze dell'"indipendenza di Taiwan", la visita di Pelosi rappresenta un segnale eccezionalmente forte che "gli Stati Uniti sono dalla parte di Taiwan". Ciò va contro il principio di una sola, i tre comunicati congiunti sino-americani e gli impegni assunti dagli Stati Uniti. Inoltre, la visita di Pelosi condurrà le forze dell'"indipendenza di Taiwan" su una via pericoloso, con la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan in bilico.

Pensa: se uno stato americano si separasse dagli Stati Uniti e dichiarasse l'indipendenza, e poi qualche altra nazione fornisse armi e sostegno politico a quello stato, il governo degli Stati Uniti - o il popolo americano - permetterebbero che ciò accadesse?

La questione di Taiwan riguarda la sovranità e l'unità della Cina, non la democrazia. Ma è vero che la visita di Pelosi ha suscitato l'indignazione di 1,4 miliardi di cinesi. Se gli Stati Uniti prendono veramente a cuore la democrazia, dovrebbero mostrare rispetto per la chiamata del popolo cinese, che costituisce circa un quinto della popolazione mondiale.

Con il covid 19 e il conflitto in Ucraina che stanno diventando crisi prolungate, è giunto il momento che la Cina e gli Stati Uniti rafforzino la cooperazione e lavorino con altri paesi per trovare soluzioni. Al contrario, alcuni politici statunitensi hanno scelto di danneggiare gli interessi fondamentali della Cina, sia per cercare la ribalta o per cementare la loro eredità politica. Le loro azioni eroderanno solo relazioni Cina-USA e mettere i nostri popoli e le nostre forze armate in pericoli conflitti.

Taiwan è uno dei pochissimi problemi che potrebbero portare Cina e Stati Uniti in conflitto e deve essere trattata e gestita in modo estremamente prudente e responsabile.

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