Cina: norme più rigorose contro il fumo
  2015-03-13 16:42:18  cri

A Beijing, capiale della RPC, giugno dal prossimo 1 vigerà un regolamento di livello municipale sul divieto di fumare. Secondo il regolamento, sarà vietato fumare in tutti gli spazi pubblici chiusi, ossia tutti i locali coperti. La copertura di questo regolamento ha visto un evidente ampliamento rispetto al precedente che bandiva il fumo solo in luoghi pubblici ad alta concentrazione come sala riunioni, ecc,.

Come il regolamento nazionale su cui siamo appena soffermati, anche questo atto normativo ha suscitato un gran parlare del pubblico. Fumatori o non fumatori, hanno espresso una posizione abbanstanza unanime.

"Sarebbe dovuto essere così già da prima. Mio marito è fumatore da 50 anni. Io non riesco a persuaderlo a smettere. Lo Stato può intervenire. Spero e sono fiduciosa sui cambiamenti.

Io fumo da 30 anni. Fumare fa male alla salute, ma non ce la faccio a smettere. Se tutti gli altri non fumassero, smetterei anch'io.

La politica è buona, ma ciò che conta è l'applicazione. La proposta non conta nulla."

La mancata attuazione delle leggi e regolamenti è il punto più difficile del controllo del divieto negli spazi pubblici. Il regolamento di Beijing precisa gli enti e le multe da applicare per chi viola il divieto. Zeng Fanyu, diretore dell'Ufficio dell'Associazione anti-tabacco cinese, ha detto che Beijing dopo avere fatto tesoro dell'esperienza da Hong Kong, stabilisce che l'applicazione della legge spetta unicamente ai dipartimenti sanitari, per cui dovrebbe essere più efficace rispetto ad altre città dove l'amministrazione spetta a vari dipartimenti.

"La municipalità di Beijing predispone che siano i dipartimenti sanitari ad occuparsi dell'applicazione, così come a Hong Kong e Macao dove il lavoro del controllo del divieto risulta relativamente più efficace. A Hong Kong, i dipartimenti sanitari applicano la legge, mentre gli altri enti collaborano. Invece a Shanghai, gli enti che applicano la legge sono multipli, oltre ai dipartimenti sanitari, lo fanno anche quelli del trasporto, dell'industria e del commercio e della pubblica sicurezza. Allora tutti i dipartimenti si muovono separatamente e nessun ce la fa."

Secondo il regolamento anti-fumo di Beijing, chi fuma dov'è vietato deve pagare una multa di 50 yuan (7 euro), se rifiuta di smettere, va sanzionato con un'ulteriore di 200 yuan (30 euro). La multa è elevata rispetto agli attuali 10 yuan. Ma Zeng Fanyu ritiene che non sia ancora sufficiente.

"Penso che possiamo imparare da Hong Kong e Shenzhen. A Hong Kong, prima si prevedeva una multa che variava da 1500 a 5000 HKD, è risultato difficile decidere l'ammontare preciso. Quindi alla fine si è stabilito che chi è sorpreso fumare in una zona in cui vige il divieto, deve pagare una multa fissa di 1500 HKD, senza considerare che si tratta della prima volta o dell'ennessima. A Shenzhen, la multa è 200 yuan, invece a Beijing, 50 yuan che non è un granché per i fumatori."

Mentre tutte le amministrazioni locali rafforzano i divieti di fumare, una legge nazionale anti-fumo non è ancora stata scritta. Purtroppo, in Cina gli atti normativi anti-fumo rimangono tuttora solo come regolamenti amministrativi e delle enti terrotoriali. Manca che l'Assemblea nazionale del Popolo, organo legislativo del Paese legiferi a riguardo, come la legge Sirchia dell'Itaia.

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