Ognuno ha degli ideali e delle aspirazioni
  2013-01-23 14:50:39  cri
Il 13 dicembre 2006 la 61esima Assemblea generale dell'Onu ha approvato la Convenzione internazionale sui diritti dei disabili, che volge a garantire che i disabili godano degli stessi diritti delle cosiddette persone normali, vivano come dei veri cittadini, godano delle stesse opportunità, e diano così i loro preziosi contributi alla società.

La convenzione è diventata ufficialmente operativa il 3 maggio 2008. Così i diritti dei 650 milioni di disabili di tutto il mondo sono stati garantiti nella forma della convenzione internazionale.

L'8 giugno 2012, durante il forum internazionale "Eliminare le barriere e promuovere l'inclusione", organizzato dalla Confederazione cinese dei disabili, è stato approvato il Manifesto di Beijing sullo sviluppo dell'inclusione. Il documento ribadisce che i diritti dei disabili costituiscono una parte dei diritti umani, e che la realizzazione dei diritti dei disabili, il rispetto della loro dignità, la conferma del loro valore e la promozione della loro inclusione sono una responsabilità e un dovere comune della società.

Il 7-8 dicembre all'Hotel Qianmen di Beijing si è tenuto un convegno sull'inclusione dei disabili mentali, promosso dall'organizzazione dei genitori di disabili mentali di Beijing "Rongai Rongle", e da "Inclusion International", la federazione globale di organizzazioni di famiglie che lottano per i diritti umani delle persone con disabilità mentale in tutto il mondo.

Da più di 50 anni, "Inclusion International" si dedica alla causa, e ora rappresenta più di 200 organizzazioni di 115 paesi del mondo, inclusi il Medio Oriente e il Nord Africa, l'Europa, l'Africa, l'Oceano Indiano, le Americhe, e l'Asia-Pacifico.

"Inclusion International" vuole un mondo in cui i disabili mentali e le loro famiglie possano partecipare in modo paritario ed essere apprezzati in ogni aspetto della vita di comunità. L'8 dicembre, nel corso del convegno di Beijing, il direttore esecutivo di "Inclusion International", Connie Laurie-Bowie, ha detto:

"Le persone con disabilità mentale hanno il diritto di essere incluse nella società, e di non essere isolate. Tutto si basa sulla parità e sull'inclusione: l'inclusione nell'educazione, le opportunità di occupazione, e parità di servizi sanitari e di servizi di trasporto, ecc."

L'articolo n.19 della Convenzione internazionale dell'Onu sui diritti dei disabili stabilisce che i paesi firmatari riconoscono che tutti i disabili godono di pari diritti nella vita in comunità e di parità di scelte rispetto agli altri, e che occorre adottare delle misure efficaci ed appropriate per facilitarli a godere di questi diritti e dell'inclusione e partecipazione alla comunità.

L'8 dicembre, nel corso del convegno di Beijing, il presidente di "Inclusion International", Klaus Lachwitz, ha detto:

"Ognuno deve godere di pari diritti ed opportunità, e ognuno ha il diritto di scegliere quando, dove e con chi vivere. Sembra una cosa facile, ma in realtà è molto difficile da realizzare."

Come afferma Klaus Lachwitz, il diritto di scegliere dove, come e con chi vivere comprende, per esempio, il diritto di ascoltare delle voci, farsi degli amici, andare a scuola, avere un lavoro, ottenere uno stipendio, essere rispettato e sentirsi sicuro, ottenere appoggio, partecipare alla vita della comunità ed esservi incluso. Ma in realtà, per i disabili mentali non è facile ottenere questa inclusione.

Nel corso del convegno di Beijing, abbiamo incontrato la signora Liu, che ha un figlio di 16 anni colpito da sindrome di Down, che ci ha detto:

"Mio figlio studia alla scuola per ritardati mentali, quindi vive in un ambiente piuttosto semplice, ossia casa e scuola. Se deve uscire, lo fa con noi. Non ha amici con cui divertirsi, perché i ragazzi della sua età frequentano tutti dei corsi di preparazione all'università".

La signora Liu ha aggiunto:

"Visto che frequenta la scuola, noi siamo tranquilli, ma dato che mancano le occasioni di inclusione nella società, il ragazzo può sentirsi solo. Perciò noi genitori vogliano aiutare i ragazzi ad essere davvero inclusi nella società e nella comunità."

Cari amici, come ha detto questa madre, l'inclusione non è facile per i ragazzi diversi, ed anche l'esperienza nelle scuole normali è problematica. Ma ora ridiamole la parola:

"L'educazione inclusiva in Cina è nella fase iniziale. Mio figlio è stato fortunato perché da piccolo ha frequentato le elementari normali, ma dopo è entrato alla scuola speciale per i ritardati mentali. Infatti in Cina le risorse di educazione non sono coordinate, per esempio gli insegnanti comuni non sanno come insegnare a questi bambini speciali, e gli insegnanti speciali mancano di meccanismi che permettano loro di insegnare nelle scuole normali. In generale, l'educazione inclusiva ha i propri vantaggi e svantaggi."

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