yóu zǐ yín mèng jiāo
游 子 吟 孟 郊
cí mǔ shǒu zhōng xiàn
慈 母 手 中 线 ,
yóu zǐ shēn shàng yī
游 子 身 上 衣 。
lín xíng mì mì féng
临 行 密 密 缝 ,
yì kǒng chí chí guī
意 恐 迟 迟 归 。
shuí yán cùn cǎo xīn
谁 言 寸 草 心 ,
bào dé sān chūn huī
报 得 三 春 晖 ?
Meng Jiao (751-814), un poeta della dinastia Tang, era originario di Deqing, nella provincia del Zhejiang. Nel corso dell'adolescenza visse sul monte Songshan, e fu buon amico del poeta Han Yu. Condusse sempre una vita povera, riuscendo a superare l'esame imperiale solo verso i 50 anni.
Le poesie di Meng Jiao, famose per i riferimenti alla povertà, la ricerca di intrecci particolari e lo stile linguistico duro, esprimono per lo più la vita povera sua e del basso ceto sociale, allo stesso modo di Jia Dao.
Superato l'esame imperiale solo a 50 anni, Meng Jiao divenne governatore del distretto di Liyang, un incarico di basso livello che tuttavia gli permise di por fine alla sua vita di peregrinazioni e di prendere con sé la madre. Questa poesia fu scritta proprio in questo periodo. Ricorrendo ad un comune ma classico dettaglio della vita, essa esprime la grandezza dell'amore materno: l'anziana madre cuce l'abito del figlio che sta per partire. Per paura che non ritorni per un lungo periodo, cuce dei punti fitti fitti, sperando che l'abito sia più resistente. L'amore della madre per il figlio entra così in ogni punto dell'abito, accompagnando il figlio nel lungo viaggio. Tutti abbiamo vissuto questa scena comune ma colma di affetto familiare, che quindi suscita una eco in ogni lettore, inducendoci a ricordare con affetto le nostre madri. L'amore materno non spera di essere contraccambiato, né i figli sono in grado di farlo, perché è infinito come i raggi del sole primaverile che alimentano l'erba. La poesia è semplice, ed ha un linguaggio rustico, ma ricco di connotazioni profonde ed emozionanti, quindi è apprezzata e diffusa da più di mille anni.