
Sandra Petrignani è nata a Piacenza e vive tra la campagna umbra e Roma, dove è scrittrice e giornalista culturale. Dopo un esordio poetico e nella scrittura di una commedia, ha collaborato con i quotidiani Il Messaggero e L'Unità e con le riviste Diario, Liberal, Giudizio Universale. Molte delle interviste di questo periodo sono confluite poi nei volumi "Le signore della scrittura" del 1984 e "Fantasia & Fantastico" uscito nel 1986.
Lo stile letterario di Sandra Petrignani è splendido ed è molto ispirato, adesso amici ascoltatori, ascoltiamo insieme uno estratto del suo ultimo romanzo, "l'Ultima India".
"Quando si torna da un viaggio in India e la gente ti chiede come è andata, senti che la domanda è carica di aspettative. Non è la stessa distratta gentilezza con cui ci si informa: be', ti sei divertito a Edimburgo? O: com'è la Cina? È invece sempre come se volessero sapere: insomma l'hai trovato l'Assoluto, l'Uno-Senza-Secondo, quella cosa il cui centro è ovunque e la circonferenza da nessuna parte? Almeno questo, sì, l'ho trovato, nel senso che posso rispondere all'indovinello. Il centro si sposta con noi, siamo noi quel centro.
Quando mi viene paura di volare, penso che è una paura sciocca, perché siamo sempre e comunque in volo nell'universo. Siamo su un'enorme pietra rotolante sospesa nel vuoto. "Perché la terra non cade? Perché è in posizione simmetrica rispetto a ciò che la circonda. Non v'è ragion sufficiente perché cada". Chiunque l'abbia sostenuto non mi convince. Per quel che ne so, stiamo sempre precipitando. E, questo l'ha detto Marco Aurelio, i casi sono due: o ci sono gli dei, qualcuno in alto che si prende cura di noi, e allora tutto va per il meglio. Oppure non ci sono e allora, facciamo del nostro meglio."