Il 30 aprile, il Ministero della Salute, Lavoro e Benessere Giapponese ha annunciato che nel latte materno di sette donne di Fukushima e Ibaragi, sono state trovate tracce di iodio radioattivo, mentre nel latte di una donna sono state rinvenute anche tracce di radiocesio, ma con una concentrazione non dannosa per la salute dei neonati.
Queste donne hanno vissuto entro un raggio di 30 chilometri nella prima fase dell'incidente della centrale nucleare Fukushima.
Anche se il Ministero della Salute, Lavoro e Benessere Giapponese non ha stabilito uno standard per la sicurezza della radioattività del latte materno, ora lo standard di sicurezza provvisorio del latte in polvere è 100 Becquerel per ogni chilo di radioiodio e 200 Becquerel per ogni chilo di radiocesio. Secondo il Ministero, data la bassa quantità, non rappresenta un rischio per la salute dei neonati.