L'esplosione nella centrale nucleare di Fukushima, causata dal terremoto, ha messo in stato di allerta i Paesi dell'Ue e per questa ragione l'Ue ha convocato per il 15 marzo una riunione d'urgenza a Bruxelles. Alla luce dell'incidente della centrale di Fukushima, i ministri dell'energia dei 27 Paesi dell'Ue, i funzionari della sicurezza dell'energia nucleare, i fornitori degli impianti delle centrali nucleari e i responsabili delle varie centrali nucleari analizzeranno approfonditamente i propri standard di sicurezza e la loro applicazione, puntando sulla prevenzione e l'attenuazione delle conseguenze che un terremoto può causare alle centrali nucleari, in modo da garantirne la sicurezza.
Sebbene l'Europa sia molto lontana dal Giappone e l'esplosione non possa avere un impatto diretto sull'Europa, la politica dei Paesi dell'Ue e la psicologia degli europei ne sono in un certo senso state comunque colpite. Il 12 marzo, 60 mila ambientalisti tedeschi hanno manifestato contro il previsto prolungamento dei tempi di utilizzo delle centrali nucleari da parte del governo; il Partito italiano dei Verdi si oppone al piano di costruzione di una centrale nucleare in Italia; le autorità austriache hanno lanciato l'appello all'Ue di eseguire un test per verificare il livello di pressione di tutte le centrali dei Paesi dell'Ue, come quello fatto per le banche; il Partito d'opposizione finlandese, l'Alleanza di Sinistra, ha proposto al governo di non costruire più nuove centrali nucleari. Il 13 marzo, il premier tedesco Angela Merke, che da lungo tempo appoggia lo sfuttamento dell'energia nucleare, ha dichiarato di non costruire più centrali nucleari e di sospendere per 3 mesi la decisione del previsto prolungamento per la vita degli impianti nucleari tedeschi.
Dati i sempre più gravi problemi della carenza di risorse petrolchimiche e del surriscaldamento climatico globale, è opinione diffusa dei Paesi dell'Ue appoggiare lo sfruttamento delle risorse nucleari. Il Premier tedesco Angela Merkel ha indicato che, l'utilizzo dell'energia nucleare costituisce una componente importante della politica dello sviluppo dell'energia verde e sostenibile. Attualmente, il numero delle centrali nucleari in funzionamento è arrivato a 143, tra cui 58 in Francia, 19 in Gran Bretagna, 17 in Germania, 10 in Svezia, 8 in Spagna e 7 in Belgio. Inoltre, l'Italia e la Polonia nutrono anche il desiderio di costruire o aumentare il numero delle centrali nucleari.
L'Ue presta da sempre attenzione alla sicurezza nucleare. L'anno successivo alla catastrofe della centrale nucleare di Chernobyl del 1986, l'Ue ha rafforzato ulteriormente le misure per la sicurezza nucleare e ha costituito un sistema per affrontare i disastri nucleari, chiamato "ECURIE", ossia sistema d'urgenza per gli scambi delle informazioni sulla perdita radioattiva dell'Ue. Per rilevare eventuali perdite radioattive, i Paesi membri dell'Ue hanno un sistema di verifica rigido e regolare. Quando risultano delle anormalità in un posto, viene avviato immediatamente tale sistema in tutti gli altri posti. Nel 2009, l'Ue ha emanato un "Decreto di Sicurezza Nucleare", secondo cui viene richiesto ai Paesi dell'Ue sono attraverso la legislazione per la prima volta di effettuare gli standard sulla sicurezza nucleare dell'AIEA. Tale decreto chiarisce inoltre il diritto dei Paesi membri di esaminare e verificare la costruzione della centrale nucleare. Al tempo stesso però è necessario stabilire uno standard rigido sulla sicurezza nucleare e di controllare la loro sicurezza. Per esempio, in caso di terremoto inferiore a magnitudo 6,5, la centrale nucleare, che si trova nella zona dell'epicentro, deve essere in grado di continuare a funzionare in sicurezza; mentre qualora il terremoto fosse di magnitudo superiore a 6,5, essa deve essere in grado di sospendere le proprie attività automaticamente.
Secondo quanto riportato nella dichiarazione fatta il 14 marzo dal Consiglio dell'Ue, nonostante le rigide misure adottate per la sicurezza nucleare, l'Ue deve trarre una lezione dal disastro causato dal terremoto in Giappone, adottando misure attive per garantire la sicurezza nucleare dei Paesi dell'Ue. Degli esperti del settore indicano che la possibilità del terremoto in Europa è minore, pertanto, non è necessario trarre subito delle conclusioni rispetto alle conseguenze del disastro nucleare di Fukushima in Giappone; altri esperti invece riferiscono che attualmente al mondo non vi è nessuna centrale nucleare in grado di affrontare il problema della fusione delle barre di combustibile del reattore, per cui, i vari paesi devono prestare molta attenzione e garantire la sicurezza della Terra e degli esseri umani quando sfruttano l'energia nucleare.