Connubio di patrimonio industriale e cultura
  2012-12-18 10:10:22  cri

Sempre a Beijing, a 8 km da Shangba, di recente è nato un altro parco dell'industria mediatica, Chaoyang 1919. Per il momento all'interno ci sono ancora alcune fabbriche attive. Quindi è un caso di coesistenza di industria e di arte, e di operai e di artisti.

Si tratta del sito originale dell'Istituto di prodotti biologici di Beijing, fondato nel 1919. Il 1919 è un anno significativo nella storia della Cina, in cui è iniziato il Movimento della Nuova Cultura. Con l'introduzione dei concetti di democrazia, scienza e marxismo, la Cina ha cominciato a stare al passo con il mondo. La presenza del 1919 nel nome del parco dimostra rispetto per questa cultura.

Gli edifici della fabbrica sono stati suddivisi in zone di lavoro, di abitazione, di esposizione e di ricreazione. Zhang Xudong, vice direttore della Compagnia di media, cinema e creazione artistica Chaoyang 1919, ci ha raccontato come ha scoperto il posto:

"Entrato nel parco, mi sono innamorato del posto. É difficile trovare un ambiente simile a Beijing, anzi in tutta la Cina: palazzi grigi degli anni cinquanta, circondati da alberi, dove vive la gente comune. Tranquillo, ma anche pieno di vita. Entrare nel parco è come passare da un'epoca all'altra. Per questo motivo, molte troupe vengono qui a girare scene della rivoluzione culturale."

Il piccolo teatro Chaoyang 1919, fondato nel settembre del 2010 nel sito di un edificio di stile russo eretto nel 1958, oggi è un moderno teatro che copre 800 mq, in cui si trovano anche boutiques, una caffetteria e uno studio fotografico. Vi si possono tenere drammi, conferenze stampa e cerimonie. E' impensabile che anni fa il locale stesse già andando a pezzi. Wang Xudong ha detto:

"Era pericoloso per la polvere e i frammenti accumulati nei decenni e per gli infissi rotti, senza acqua né elettricità. Era un locale del tutto chiuso. Dopo discussioni, abbiamo deciso di mantenere invariata la struttura, ossia le pareti, le travi, l'esterno e le finestre sono rimasti come prima. Abbiamo toccato l'interno, creando una nuova struttura d'acciaio dotata di moderni impianti audio e di illuminazione. Vale a dire, tutto ciò che si vede all'interno è rifatto, come una stanza nuova inserita in una vecchia."

Dopo la riqualificazione, il piccolo teatro Chaoyang 1919 ha ospitato una serie di opere teatrali che hanno suscitato un'eco piuttosto positiva. In futuro, i lavori di riqualificazione continueranno, anche nell'intento di integrare le funzioni di sceneggiatura, produzione e investimento nel cinema.

"Vogliamo creare più valore. Il valore più alto è delle idee, la fonte della creazione delle opere d'arte. Il locale favorisce la nascita di idee grazie al suo ambiente: si può camminare sulle foglie cadute, sentire il canto degli uccelli e lavorare con gli animaletti sotto il verde degli alberi."

Sia la zona d'arte "798", che il parco Shangba e il teatro Chaoyang 1919 si trovano a Beijing. Però, oltre alla capitale, anche le altre città cinesi sono ricche di risorse di patrimonio industriale. Per esempio, grandi città industriali come Shenyang e Anshan, caratterizzate dall'industria pesante, le province dello Yunnan, Guizhou e Sichuan, con una lunga storia dell'industria mineraria, e famosi siti industriali moderni come i cantieri navali di Jiangnan e l'acciaieria di Hanyang.

Sono tutti landmark industriali che permettono di conoscere la storia e nel frattempo stimolano la moderna industria della creazione culturale ad alto valore aggiunto. Xie Luncan, professore dell'Istituto di ricerche sull'industria culturale dell'Università di Scienze della Comunicazione della Cina, ci ha detto in merito:

"Il patrimonio industriale può servire anche al turismo culturale. C'è un detto per descivere l'attuale turismo in Cina: visitare templi di giorno, e poi andare a dormire. Dobbiamo cambiare questa situazione. Dopo avere visitato siti storici e culturali, la sera si può assistere a degli spettacoli. New York, che ha 10 milioni di abitanti, conta circa 800 piccoli teatri, molti dei quali ristrutturati da vecchie fabbriche."

A proposito, il patrimonio industriale può anche essere valorizzato come risorsa turistica. Nella contea britannica dello Shropshire, la Valle dell'Ironbridge è il primo sito industriale inserito nella lista del Patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Attraverso la conservazione dei vecchi edifici e il risanamento dell'ambiente, l'intero quartiere è diventato un'attrazione turistica.

Oggi la valorizzazione del patrimonio industriale è un problema per tutti i paesi del mondo. La sua trasformazione in strutture culturali e in risorse turistiche, o la conservazione come museo, si sono rivelati dei mezzi maturi, con esempi di successo nei paesi industrializzati. Per quanto riguarda la protezione del patrimonio industriale, il problema più comune in Cina è che le amministrazioni locali prestano scarsa attenzione in merito, senza capire la reale situazione e la definizione di patrimonio industriale.

Tra altro, per mancanza di un sistema di valutazione e di misure di tutela, un gran numero di siti industriali sono diventati vittime del processo di urbanizzazione. Xie Luncan, professore dell'Istituto di ricerche sull'industria culturale dell'Università di Scienze della Comunicazione della Cina, afferma:

"Quando sostituiamo tutto il vecchio con il nuovo, bisogna riflettere su un fatto: se tutto è nuovo, il vecchio ha più valore."

Della stessa opinione è Zhang Xudong, vice direttore del parco dei media, del cinema e della creazione artistica Chaoyang 1919.

"Quello che è vecchio scompare. Ma io penso che noi abbiamo la responsabilità di conservarlo. Prima di tutto, per tramandare la cultura e l'architettura. Infatti basta una nuova idea per dar vita e dinamica ai vecchi edifici delle fabbriche. "

La buona notizia è che nell'ultima indagine sui siti storici svolta in Cina a livello nazionale dal 2007 al 2011, sono stati inseriti per la prima volta i patrimoni industriali, i landmark storici e i paesaggi culturali, che prima erano stati trascurati. É anche in attesa della nascita di uno standard di valutazione del patrimonio industriale. Quali vadano conservati e quali no va chiarito dalla legge.

Ora occupiamoci di un'altra città cinese, Shanghai, il centro economico della Cina, con una splendida storia come città industriale, e che quindi vanta un ricco patrimonio legato all'industria. Negli ultimi anni, ha valorizzato un gran numero di vecchi magazzini e officine, trasformandoli in bar, studi, gallerie e centri espositivi.

Però non è detto che ogni riqualificazione sia ideale. Il professore dell'Università Jiaotong di Shanghai, Wang Yun, afferma che nonostante i risultati raggiunti in diversi progetti, esistono problemi preoccupanti come la valorizzazione cieca e la ristrutturazione a piacere, insomma il caos più completo.Per esempio, i privati o le aziende, dopo avere preso in affitto degli edifici storici, attuano a piacere la decorazione interna, distruggendone la struttura. In questo senso servono dei regolamenti concreti per standardizzare l'utilizzo del patrimonio industriale.

Tra l'altro, parlando di valorizzazione del patrimonio industriale, tutti pensano di trasformare le fabbriche in gallerie d'arte o in bar. In realtà, ogni locale ha la sua natura, per cui, senza considerare le caratteristiche del posto e i rapporti con la città dove si trova, è impossibile trovare un modo ottimale di valorizzazione. Sempre a Shanghai, per organizzare l'Expo 2012 la municipalità aveva deciso di trasferire i cantieri navali di Jiangnan e di demolire il sito originale. Poi, grazie all'intervento di Shan Jixiang, direttore dell'Amministrazione statale del Patrimonio culturale, e di altri esperti, i cantieri sono stati conservati, e verranno trasformati in un museo dell'industria cinese.

"I cantieri navali di Jiangnan, che hanno 140 anni di storia alle spalle, sono una delle prime imprese industriali cinesi. Se le sue strutture fossero ben conservate e trasformate in museo, diventerebbero un prezioso patrimonio industriale per Shanghai."

Molti dicono che tutte le città cinesi si somigliano. Da questo punto di vista, io non voglio affatto vedere tutti i siti industriali trasformati allo stesso modo. Ogni patrimonio culturale porta l'impronta della sua storia e della città dove si trova. Come far bene il suo connubio con la città, rendendolo corrispondente alla sua anima e alla sua cultura, è un tema su cui riflettere.


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