Il 19 novembre, il ministro del gabinetto ucraino ha affermato che l'Ucraina demarcherà unilateralmente il confine con la Russia, e che il governo ha ottenuto l'autorizzazione di elaborare e attuare le misure a riguardo.
Lo stesso giorno l'ufficio stampa del dipartimento per la difesa del confine nazionale ucraino ha dichiarato che ora bisogna aspettare l'ordine interessato del presidente, così da confermare le funzioni e i poteri dei vari ministeri del governo nella demarcazione unilaterale.
Quest'estate, la commissione per la sicurezza e la difesa nazionale ucraina aveva incaricato il governo di decidere sulla demarcazione unilaterale mossa dalle sfide affrontate dalla nazione. In merito, il portavoce del ministero russo degli affari esteri, Alexander Lukashevich, ha affermato che secondo le convenzioni internazionali, la demarcazione del confine è il lavoro comune dei due paesi vicini, e la demarcazione e unilaterale non dispone della forza vicolante legale verso l'altra parte.
Il 19 novembre, il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha sottolineato che l'accordo di Minsk resta ancora la base per la risoluzione della crisi ucraina, e la parte russa si sforzerà di promuovere la sua risoluzione in base a tale accordo. Perciò, la parte russa invita l'autorità ucraina e la zona orientale a lanciare continui dialoghi, così da raggiungere un accordo accettabile da entrambe le parti, inoltre i paesi occidentali devono sostenere questo processo.