Siria: nuova ondata di oltre 100 mila rifugiati in Turchia
  2014-09-22 16:12:23  cri

 

Il 21 settembre il governo turco ha annunciato che in seguito agli attacchi dell'organizzazione estremista lo "Stato Islamico", in questi giorni il numero dei rifugiati siriani in Turchia è arrivato a quota 100mila, ed è in urgente bisogno di assistenza umanitaria.

Il direttore del Dipartimento delle emergenze e dei disastri turco, Fuat Oktay, ha affermato che il governo ha proceduto a registrare i rifugiati siriani in Turchia e si è informato sulle loro necessità in modo da poter fornire aiuto ulteriore. Il governo turco ha affermato che si sta procedendo a velocizzare i lavori di costruzione di due campi di accoglienza profughi. L'Alta commissione delle Nazioni Unite per i rifugiati ha inoltre avviato i preparativi per raccogliere coperte, materassi e altri beni materiali destinati all'assistenza umanitaria verso i rifugiati.

Negli ultimi giorni, gli scontri tra l'organizzazione estremista lo "Stato Islamico" e le organizzazioni armate curde della Siria hanno costretto un gran numero di abitanti provenienti dagli oltre dieci villaggi occupati della Siria settentrionale a evacuare il territorio e fuggire verso il confine turco-siriano. Per far fronte alla situazione, il governo turco ha aperto otto posti di blocco siti nella provincia di Şanlıurfa e di Gazintep nel sud-est del paese per accogliere gli oltre 100 mila rifugiati.

Il 20 settembre, il vice premier turco, Tourre Mushen, ha affermato che nella sola giornata del 19 settembre, circa 45mila profughi siriani hanno oltrepassato gli otto posti di blocco e sono entrati nella provincia di Şanlıurfa e Gazintep. Secondo il comunicato pubblicato dall'Alta Commissione delle Nazioni Unite per i rifugiati, fino alla fine di agosto, il numero dei rifugiati della Siria ha superato quota 3 milioni. Secondo i dati pubblicati dal governo turco all'inizio di questo mese, finora sono soltanto 250 mila i rifugiati che abitano nei 22 campi profughi siti nelle province al confine. E il governo turco ha già speso 3 miliardi di dollari. Inoltre il numero dei profughi rimasti in Turchia ha raggiunto quota 1 milione e 370milla, di cui 450 mila bambini. Molti rifugiati sono senza fissa dimora e le loro condizioni di vita non sono garantite.

Al momento, sono ancora pochi i siriani che possono vivere all'interno dei campi profughi. La maggior parte dei siriani della Turchia non ha la possibilità di vivere in campi profughi o ottenere l'aiuto del governo, e una piccola parte di loro è così costretta a guadagnarsi da vivere intraprendendo piccole attività commerciali al confine o chiedendo l'elemosina per le strade, vertendo in condizioni di vita e di salute preoccupanti. E a causa dell'impossibilità di costruire un numero sufficiente di campi profughi, le 100 mila persone entrate ora in Turchia si stanno trovando ad affrontare la stessa situazione, e nonostante siano fuggite dalla guerra, si troveranno comunque a dover vivere in Turchia in condizioni molto gravi.

L'alto numero di profughi rappresenta una grande incombenza per il governo e la società turca. Attualmente, vi è un gran numero di profughi che ha già raggiunto le grandi città, tra cui la capitale Ankara e Istanbul, e il loro vagabondaggio cittadino e le loro richieste di elemosina costituiscono azioni di disturbo a livello sociale. Al contempo, nelle città di confine si sono verificati con frequenza conflitti tra i cittadini locali e i profughi. Con il continuo deterioramento dei conflitti in Siria e in Iraq tra l'organizzazione estremista "Stato Islamico" e gli armati locali, il numero dei profughi provenienti da questi paesi e diretti in Turchia per cercare rifugio continuerà a crescere. Ad oggi, il problema dei profughi è ormai diventato per il governo turco un importante problema politico e sociale.

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