Cina: pressioni al ribasso, occhio alle insidie finanziarie
  2014-07-22 19:13:11  cri

Nel corso del "Dialogo mensile sull'economia", tenuto il 22 luglio dal Centro cinese per gli scambi economici internazionali, esperti cinesi e americani, intorno al tema "analisi della congiuntura economica del primo semestre e prospettive del secondo", hanno effettuato delle analisi e previsioni sulle economie di Cina e Usa. L'ex direttore dell'Ufficio nazionale di statistica cinese, Li Deshui ha avanzato che la crescita del 7.4% del Pil della Cina nel primo semestre del 2014 dimostra che per il momento l'economia cinese ha contenuto fondamentalmente la tendenza al calo, ma permangono delle pressioni al ribasso. Ecco di seguito un nostro servizio in merito:

Secondo Li Deshui, nel primo semestre, l'andamento dell'economia cinese si è dimostrato generalmente stabile, il che si esprime negli aspetti della crescita, dell'occupazione e dei prezzi, tutti piuttosto stabili. Tuttavia gli investimenti e il commercio estero esercitano ancora delle pressioni al ribasso. Egli ha indicato che alle spalle della stabilità generale, esistono ancora dei sicuri rischi finanziari:

"I rischi presenti nella stabilità indicano problemi socio-economici, come la piattaforma di finanziamento dei governi locali, la bolla immobiliare, l'eccessiva capacità di produzione, ecc., che normalmente si rivelano nella forma del default, in aggiunta ai rischi presenti nel sistema finanziario stesso. Perciò adesso i rischi principali sono quelli finanziari, che si trovano comunque in una sfera controllabile, e noi abbiamo sufficienti strumenti e capacità per affrontarli".

Secondo Li Deshui, per prevenire concretamente i rischi occorre approfondire la riforma della struttura finanziaria. Egli consiglia alla banca centrale di varare quanto prima un tasso di interesse di riferimento o un tasso politico, in modo da guidare il livello dei tassi del mercato tramite strumenti politici a breve-medio termine, in modo che il controllo monetario si esprima a livello quantitativo e anche dei prezzi. Nel frattempo, anche la serie di misure di ministimolo varata dal governo centrale sta generando degli effetti positivi:

"Il governo centrale ha innovato la forma del macrocontrollo, avanzando una serie di misure di ministimolo. Dall'inizio dell'anno sono già uscite una ventina di misure del genere, un margine non indifferente, e un contenuto finanziario notevole, il che è favorevole alla crescita stabile e anche alla regolazione della struttura, e inoltre favorisce la vita della popolazione. Gli effetti di questi provvedimenti cominciano a farsi sentire, il che si esprime nel fatto che in giugno nell'andamento economico sono comparsi molti cambiamenti positivi. Nel secondo semestre, gli effetti di queste misure continueranno a manifestarsi, al punto da avere un significato molto positivo anche per lo sviluppo a medio-lungo termine".

Nell'attuale fase di stabile avanzamento dell'urbanizzazione e di enormi potenzialità del terziario, Li Deshui prevede che in futuro l'economia cinese manterrà una crescita a media-alta velocità.

Nel giugno scorso, la Banca Mondiale ha ritoccato verso il basso la stima della crescita economica globale portandola dal 3,2% al 2,8%, per quanto riguarda la crescita degli Stati Uniti, la stima è scesa dal 2,8% al 2,2%. Il ricercatore di alto livello del Peterson Institute for International Economics, Gary Clyde Hufbauer, ha affermato che secondo le ricerche in corso da parte dell'istituto, se Cina e Stati Uniti riescono a ridurre ulteriormente le barriere al commercio e agli investimenti bilaterali, ciò favorirà anche la crescita del Pil di entrambi i paesi.

"Nelle nostre economie ci sono molte barriere alla cooperazione e agli investimenti, ma speriamo, tramite contatti o trattative dirette, di inserire la Cina nel Partenariato Trans-Pacifico o di creare una zona di libero scambio nell'Asia-Pacifico, in modo da ridurre le barriere, il che sarà favorevole ad entrambi i paesi. Per la Cina ci sarà una crescita annua del Pil dell'1,5%, e per gli Stati Uniti dell'1%, sempre su base annua".

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