Yi Sicheng parla di "Yunfest" – il festival di cinema multiculturale dello Yunnan (3)
  2014-12-10 16:40:06  cri

 D: Cosa ci può dire sulle donne cineaste?

Y: Ho qui un PowerPoint con le statistiche di tutte le edizioni del festival. C'erano relativamente più cineaste all'inizio. Ma sono meno negli ultimi anni.

D: In genere accade l'opposto. Perché pensa che stiano diventando meno?

Y: È una domanda interessante. Probabilmente la pressione è più forte per le cineaste indipendenti, in termini di famiglia, aspetto finanziario, difficoltà sul lavoro e pressione sociale in genere. Ma ci sono registe molto forti e potenti: donne come Ji Dan  o Feng Yan. La situazione di uguaglianza tra i sessi è davvero molto buona in Cina. Vedo che molte registe sono più resistenti e forti dei maschi. Nel nostro circolo non importa a nessuno se siete donne o uomini. Basta che siate dei buoni cineasti. Certo, c'è una differenza di voce. Le donne in genere riescono meglio a scavare in profondità nelle protagoniste e nelle loro relazioni personali. Sono più dotate nel catturare l'intimità in tutti i suoi dettagli. Forse è la natura della donna. Un ottimo esempio è ancora il film Bing'ai. La regista vi racconta la storia di una donna. La sua famiglia deve traslocare forzatamente dal villaggio per il progetto della diga delle Tre Gole. Il film dipinge il rapporto tra la donna e la famiglia con tratti forti e profondi. Un altro film è WeiChaoo Quando si spezza il ramo di Ji Dan.

D: Quali sono le lingue ufficiali di Yunfest?

Y: Chiediamo sempre ai registi di sottotitolare i film in cinese e in inglese. Alcuni di loro possono farlo in entrambe le lingue, ma non tutti. Indichiamo comunque sempre la lingua del film e i sottotitoli nel catalogo del festival. I film sulle minoranze etniche sono sottotitolati in mandarino.

D: Che piani ha per il futuro, al di là del festival?

Y: Voglio aprire un archivio online su una nuova pagina web, raccogliendo nuovi film e catalogando quelli vecchi. Chiunque potrà accedere a questa pagina per trovare informazioni aggiornate sui documentari indipendenti cinesi. Sarà un database. Se si clicca su un anno, si possono vedere tutti i film prodotti allora. Ci sarà tutto: testi, immagini, fotogrammi e nel futuro anche film interi, o almeno i trailer. Dobbiamo chiedere ai registi i copyright per poterli usare, il che richiede molto tempo e lavoro. Ma sarà una ricca risorsa bilingue per chiunque sia interessato. Probabilmente tra due anni saremo pronti a lanciare la prima parte. E poco alla volta dovrebbero seguire i film. Avremo tutte le critiche, le recensioni e gli articoli pubblicati su un film o un regista. Siamo solo in pochi a lavorare a questo progetto. Una ditta grafica ci dà assistenza tecnica per la pagina web e per sviluppare applicativi per guardare questi film sul cellulare in futuro.

D: Come erano le vostre discussioni sui film all'università ?

Y: Discutevamo molto liberamente durante le nostre proiezioni all'università. Tutte le persone coinvolte erano come affamate, desiderose di conoscere tutto. Volevamo capire cosa avremmo potuto fare come registi. Allora nessuno pensava che saremmo diventati curatori di festival cinematografici, o che almeno alcuni di noi lo sarebbero diventati. Io volevo diventare regista. Il tempo e il destino ci hanno spinto in altre direzioni. Ma uno dei miei amici – compagno di classe e fondatore del festival – adesso si dedica di nuovo alla regia. Ho preso il suo lavoro come curatore e lui è tornato a realizzare film. Il suo film è stato mostrato in un festival internazionale, dove ha vinto diversi premi. Tutto questo mi dà speranza.

D: Quanto è importante il percorso culturale nel suo caso?

Y: Ho studiato lingua e letteratura cinese nei miei primi anni d'università. Questi studi letterari sono molto importanti non solo per me come curatore, ma anche per i cineasti. Le mie influenze principali vengono dalla letteratura, da studi di estetica generale, cinema eantropologia. Dovevamo leggere teorie letterarie cinesi e occidentali. Non era un'estetica marxista, ma piuttosto una storia generale di filosofia e estetica. E ho letto per conto mio molti saggi che mi interessavano.

D: Quanto è importante l'estetica cinese per i cineasti indipendenti?

Y: L'estetica nella letteratura cinese viene in gran parte dalla poesia, sia classica che moderna. Molti registi tentano di realizzare film poetici o sono comunque affascinati da questo motivo. Cercano uno specifico "cinese" o una via cinese all'estetica. Non sono solo cineasti indipendenti. È un'idea molto comune, che molti registi hanno. Ma penso che sia troppo "facile". La nostra comprensione di questo "essere cinese" è già molto mista. Senza il riferimento all'occidente, non si può parlare di "cinese" in questo senso.

D: Quali sono questi tratti "cinesi" derivati dalla poesia?

Y: Il carattere implicito è forse uno dei più importanti. I cinesi non sono come gli occidentali, che amano così tanto il confronto diretto. Noi ci dilettiamo di vie implicite, sia nella vita quotidiana, sia in letteratura. Non si devono mai mostrare le proprie emozioni allo scoperto. Se anche una tempesta vi ribolle nel cervello, lo direte in tono pacato. Si tratta di gentilezza, di modestia per persone raffinate.


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