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Wu Zuoren Xu Beihong

 



 
 

Xu Beihong (1895-1953)

Xu Beihong è un noto pittore tradizionale che è stato eminente pedagogo artistico del popolo. Nato in una povera famiglia di pittori, da piccolo ha studiato dal padre la pittura tradizionale. Nel 1919 si recò in Francia per studiare la pittura occidentale. Nel 1927, prima di tornare in patria, viaggiò in Svizzera e in Italia. A Roma ammirò le famose sculture della Basilica di San Paolo e gli affreschi di Michelangelo nella cappella Sistina, e vide numerose opere rinascimentali di Raffaello e Botticelli. Per più di 30 anni, fu sempre impegnato nella creazione artistica e nell’insegnamento delle belle arti. Morì di emorragia cerebrale nel 1953 all’età di 58 anni quando era Presidente dell’Associazione nazionale cinese degli artisti e direttore dell’Istituto Centrale delle Belle Arti.

Xu Beihong aveva una profonda formazione sia nella pittura cinese tradizionale che nella pittura a olio e nello schizzo. Con la sua vasta gamma espressiva, egli è arrivato a meravigliosi risultati sia nei paesaggi che nei personaggi, nei cavalli al galoppo nei fiori e negli uccelli, distinguendosi soprattutto nella pittura di paesaggi e di cavalli.

Nel 1937 creò un enorme quadro a tempera basato su una antica favola allegorica “Yu Gong rimuove le montagne”, descrivendo con il suo magico pennello la poderosa scena delle masse che spaccano le montagne e frantumano i macigni. Erano gli anni in cui l’imperialismo giapponese aggrediva la Cina devastando i paesaggi, e la nazione cinese si trovava nel suo frangente più critico. Il pennello del pittore condensò il nobile spirito perenne della nazione cinese! Xu Beihong visse tutta la sua vita nei duri anni della sciagura nazionale; partendo dalla preoccupazione per la patria e per il popolo, considerò propria responsabilità salvare la nazione dalla rovina, dando così vita al suo stile pittorico solenne ed impetuoso, tragico e forte. Prediamo ad esempio il grande quadro a olio “I cinquecento di Tain Heng” che rappresenta, con entusiastico elogio, l’episodio storico del suicidio collettivo dei 500 eroi dell’isola di Tien Heng sacrificatisi per non arrendersi al nemico. Il quadro esalta il nobile spirito di “non piegarsi alla forza bruta” e denuncia con veemenza i traditori nazionali che cercavano di accattivarsi il favore degli aggressori giapponesi.

Nella tenebrosa vecchia società, Xu Beihong detestò la mondanità e le cattive pratiche e abitudini, essendo sempre coerente con i suoi principi morali. Egli ripeteva spesso una frase: “Una persona non può avere un atteggiamento arrogante, ma non può non avere orgoglio”. I suoi famosi cavalli al galoppo sono proprio l’incarnazione di questo spirito.

Incalcolabile è il numero di cavalli dipinti da Xu Beihong, differenti in ogni dipinto: singoli, in coppia o in mandrie, disposti armonicamente, in mille forme e posizioni, forti e vivaci. Alcuni sembrano sul punto di spiccare il volo con i quattro zoccoli in moto, altri ritti sulle gambe nella prateria, disinvolti a proprio agio. Molti dicono che la pittura di cavalli è “una meraviglia” di Xu Beihong. Egli dipingeva cavalli solo con pochi tratti semplici e spessi, rifinendoli poi con sfumature di inchiostro; immediatamente sul foglio risultavano l’ossatura, i muscoli, gli atteggiamenti e il movimento del cavallo. Le pennellate sono così esplicite, l’immagine così precisa, la sensazione complessiva così forte e i movimenti e le esperessioni sono così vivaci che è impossibile raggiungere tale suprema tecnica se non con una potentissima base pittorica. In particolare la sensazione ideale che insufflava nei suoi cavalli può dirsi senza precedenti sulle scene pittoriche della Cina. Sotto il suo pennello i cavalli sono strettamente legati alle pulsazioni dell’epoca e al destino della patria e del popolo.

Quando nel 1940 egli era in Italia, seppe della vittoria cinese sui campi di battaglia della provincia dello Hubei. Preso da grande animazione dipinse un quadro esultante intitolato “Mandria di cavalli” per esprimere le sue congratulazioni.

Xu Beihong ha molte eccellenti opinioni anche sulla teoria pittorica. Egli ha detto spesso: “Lo schizzo costituisce la base di tutte le forme; è impossibile creare un disegno di animale, la cui immagine sia corretta e che abbia una sensazione realistica, senza una buona base di schizzo.” Insegnava spesso ai suoi studenti: “Per imparare a dipingere, la cosa migliore è prendere per maestro la natura, perciò se si dipinge un cavallo bisogna prendere come maestro il cavallo, e se si dipinge un gallo bisogna prendere come maestro il gallo”. Egli ha anche affermato: “Amo dipingere gli animali, e ho speso un lunghissimo periodo d’impegno sugli animali. Solo per i cavalli, il numero di studi è arivato a un migliaio”. Xu Beihong non solo conosceva perfettamente il carattere e le abitudini del cavallo, ma aveva anche studiato direttamente l’anatomia del cavallo. In un angolo del suo studio era sistemato uno scheletro equino completo, che egli guardava e studiava quasi ogni giorno. Per questo egli riusciva a dipingere il cavallo con maestria, con l’ausilio dell’anatomia e della prospettiva, una novità nella storia della pittura cinese. Per rendere realmente l’immagine di un cavallo al galoppo, Xu Beihong si mise a più riprese a correre dietro ai cavalli in corsa, osservando minuziosamente gli atteggiamenti e i cambiamenti delle ossa e dei muscoli in movimento. Due volte egli era talmente concentrato nell’osservazione del cavallo lanciato nella corsa, che inciampò e cadde, sbucciandosi a sangue le mani e le gambe. Potete capire quanto fosse serio e tenace nel suo lavoro!

Xu Beihong ha ereditato la tradizione realistica della pittura nazionale e assimilato tecniche della pittura occidentale, e creò il suo stile peculiare integrando una tecnica sviluppata con la forte caratteritica nazionale.

Xu Beihong è stato un acceso patriota. Nel 1931, con l’aggressione dell’imperialismo giapponese, la posizione internazionale della Cina precipitò in basso. Perchè gli amici stranieri comprendessero la cultura della Cina, e per rialzarne il prestigio internazionale, Xu Beihong, portò con sè le sue opera in Francia, Germania, Italia, Belgio, Unione sovietica e India per organizzare mostre di dipinti che riscossero grande successo. Quando espose in Francia, il governo francese acquistò 12 suoi dipinti che sistemò in una sala speciale della Galleria di Belle Arti Straniere di Parigi. Nel corso della mostra di Milano, i suoi dipinti riscossero elogi unanimi dai giornali e periodici, alcune personalità fecero anche girare un documentario della mostra che fu poi proiettato in tutta Italia. In Germania, 50-60 giornali e periodici pubblicarono presentazioni e recensioni.

Per sviluppare la causa delle belle arti in Cina, Xu Beihong ha vissuto una vita difficile e straordinaria, e votò tutto se stesso per formare e far maturare astisti del nostro paese. Il suo nobile spirito sarà sempre ammirato e preso come esempio dalla gente.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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