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Che il flauto Qiangdi torni di nuovo a suonare nei villaggi dei Qiang
2008-11-07 11:19:38 cri     

Il forte terremoto nel Sichuan del maggio scorso ha provocato un numero enorme di vittime e feriti, ed anche un danno incalcolabile nell'eredità archeologica e culturale locale. Alcune delle persone che tramandavano le arti popolari sono scomparse; diversi musei sono stati distrutti completamente. La situazione risulta particolarmente grave nelle aree in cui abita la minoranza etnica dei Qiang. Nel corso della ricostruzione, vari dipartimenti governativi e gli esperti in materia mostrano pieno rispetto delle usanze e delle tradizioni culturali locali, cercando di mantenere ed esaltare le caratteristiche della cultura etnica regionale.

L'etnia Qiang è una delle più antiche della Cina, con una storia di già più di 3 mila anni. In passato, i Qiang abitavano per lo più nelle zone di confine del nord-ovest della Cina. In seguito si sono trasferiti nella provincia del Sichuan. Sono abituati ad abitare in case di pietra tra i monti, e per questo vengono anche chiamati "etnia sulle nuvole". I castelli dei Qiang occupano una posizione speciale. I loro abiti, danze, canti e strumenti musicali sono tutti tipici esempi folcloristici.

Oggi i Qiang contano oltre 300 mila persone, di cui l'80% si concentra nei distretti di Maoxian, Wenchuan, Lixian, Heishui e in quello autonomo di Beichuan nella città di Mianyang. Nessuno poteva immaginare che queste aree fossero le più gravemente colpite dal terremoto del 12 maggio.

Il sisma dell'8° grado ha distrutto in un istante le cittadine e i villaggi dove si concentrava la maggior parte dei Qiang. Il tramandatore dell'arte del flauto Qiangdi, He Wangquan, è uno degli artisti locali sopravvissuti. Egli ha perso per sempre i suoi colleghi e amici, così come il prezioso materiale musicale.

"Alcuni nostri edifici sono crollati, come i castelli dei Qiang nel mio paese natale. Molti reperti archeologici nel museo del distretto Maoxian sono stati danneggiati. Molti documenti sulla musica e sulla danza sono dispersi, coperti sotto le macerie. Anche il centro della cultura di Beichuan è del tutto crollato, gli impiegati sono tutti scomparsi, ed erano tutti miei amici. Di solito mantenevamo buoni rapporti per scambiare opinioni sull'arte."

Dopo il terremoto, i due musei dell'etnia Qiang nei distretti di Beichuan e Maoxian sono stati entrambi distrutti. Solo a Beichuan, più di 400 reperti archeologici e preziosi materiali di censimento sono stati coperti sotto le macerie. Gli edifici del villaggio di Luobo, il distretto principale e il più antico dell'etnia Qiang nel distretto di Wenchuan, sono crollati tutti,; nelle aree terremotate sono scomparse oltre cento abitazioni caratteristiche dei Qiang, castelli e ponti. L'etnia Qiang ha solo una lingua propria ma non ha la scrittura. La loro cultura viene tramandata principalmente dagli anziani di generazione in generazione. Fino ad oggi nessuno sa quanti tramandatori della lingua, della storia e della cultura dei Qiang sono scomparsi.

Come tramandatore dell'arte del flauto dei Qiang, He Wangquan si impegna da molti anni nella protezione e valorizzazione della cultura e dell'arte della propria etnia. Riesce anche a produrre il flauto dei Qiang. Per costruire un flauto con un suono perfetto, è necessario tagliare il bambù su una montagna alta più di 3 mila metri sul livello del mare, mettere il bambù nell'acqua salata per diversi mesi per poi lavorarlo a mano, quindi la procedura di lavoro è molto complicata; inoltre egli non ha mai interrotto la raccolta e il riordino delle opere suonate con il flauto dei Qiang, organizzando corsi di flatuto nelle scuole elementari e medie locali, inegnando ad una decina di studenti. Oggi presta più attenzione alla registrazione e alla raccolta delle melodie folcloristiche, per poi tramandarle alle nuove generazioni.

Come He Wangquan, il governo, esperti dei beni culturali ed altro personale interessato si stanno impegnando nella salvaguardia dei beni culturali dell'etnia Qiang. Il 24 maggio, in un'intervista rilasciata durante la visita nelle aree terremotate, il primo ministro Wen Jiabao ha affermato chiaramente che bisogna tutelare l'antica cultura e la civiltà dell'etnia Qiang. Il vice direttore del Centro della tutela dei beni culturali immateriali e orali cinese Zhang Qingshan ha detto ai giornalisti che le parti interessate si stanno impegnando per ridurre al massimo la perdita dei beni culturali dei Qiang.

"All'inizio abbiamo deciso di stabilire una concezione scientifica, ossia aiutare le persone comuni a vivere meglio sollevandole dalle difficoltà, rispettando allo stesso tempo le loro usanze quotidiane, così per conservare il più possibile i beni culturali e ridurre le perdite. La scomparsa degli artisti anziani costituisce una grossa perdita, e su questo non possiamo fare niente. Però possiamo ancora ridurre al minimo le perdite."

Poco dopo il terremoto, l'Amministrazione statale dei beni culturali ha inviato un gruppo di esperti, valutando i reperti archeologici gli edifici storici danneggiati; il ministero della Cultura ha convocato un convegno tematico tra gli esperti sulla tutela dell cultura dell'etnia Qiang e la ricostruzione post-calamità; l'Associazione degli Artisti popolari cinesi ed altre organizzazioni non-governative hanno costituito un "gruppo d'indagine sulla tutela d'emergenza dei beni culturali dell'etnia Qiang", studiando la perdita dei beni culturali dei Qiang, cercando di conoscere la situazione dei tramandatori, avanzando concreti piani di protezione e ricostruzione e proponendoli al governo come riferimenti.

Il vice direttore del Centro per la tutela dei beni culturali immateriali e orali cinese Zhang Qingshan ha detto che nel corso della ricostruzione, si deve rispettare lo stile di vita originario delle minoranze etniche e ripristinare al più possibile il loro ambiente originale di vita.

"E' inimmaginabile la distruzione provocata dai disastri naturali in questo bel villaggio dove vivevano diverse generazioni dell'etnia Qiang e di quella tibetana, che hanno proprie usanze strettamente collegate all'ambiente naturale. Nel corso della ricostruzione, bisogna prestare attenzione al rispetto delle usanze locali, della volontà degli abitanti locali e dello stato originale. Non è assolutamente giusto costruire un nuovo villaggio senza nessun rapporto con le etnie Qiang, tibetana e Yi."

Il governo cinese da poco ha emanato le "Regole per la ricostruzione post-sisma del Wenchuan" che determinano che la ricostruzione deve tutelare e rispettare le tradizioni culturali delle minoranze etniche. Il Viceministro della cultura Zhou Heping ha detto ai media che verrà istituita una zona di protezione della cultura Qiang nelle aree terremotate. Tale zona copre il distretto Mao, dove sono stati ben conservati i costumi dell'etnia Qiang, la città di Beichuan, i distretti di Lixian, Wenxian ed altri luogi terremotati. Quet'area sarà in grado di tutelare efficacemente lo stile architettonico, i costumi tradizionali, le cerimonie in memoria degli antenati e così via.

"Il Ministero della Cultura ha avviato i lavori sulla zona di protezione della cultura dei Qiang. Gli esperti stanno cercando il materiale. Dopo varie discussioni e valutazioni, la zona di protezione sarà istituita gradualmente. Nella pianificazione della ricostruzione, vengono sottolineate la costruzione di musei sia dei beni culturali materiali che quelli immateriali e orali. In particolare bisogna ascoltare le opinioni degli esperti e degli abitanti locali, e conservare bene questi preziosi beni culturali."

Il 59enne Yu Guangyuan è un tramandatore della danza Shalang dell'etnia Qiang. Il suo paese natale è il distretto Maoxian al centro della zona di protezione culturale. Aveva partecipato al convegno sulla zona di protezione organizzato dal ministero della Cultura. Egli ritiene che tale piano è scientifico e praticabile.

"Questo piano è piuttosto scientifico. Nel distretto di Maoxian, la maggior parte della popolazione è di etnia Qiang, di cui l'80% parla la lingua dei Qiang. Gli edifici e le case mantengono lo stile tradizionale. La trasmissione della cultura necessita di persone, attività, ambiente. I costumi, le danze e la musica, le usanze e la gastronomia nel distretto di Maoxian vengono conservati bene. Consideriamo questo come il centro della zona di protezione, per poi coprire altri posti come i distretti di Lixian, Songpan, Heishui e Wenchuan."

Yu Guangyuan ha detto che alcuni anziani sono venuti a mancare, ma i bambini ci sono ancora. Dopo migliaia di anni di storia, lo spirito dell'etnia Qiang non potrà mai scomparire. I Qiang continueranno la loro vita con coraggio. L'emozionante suono del flauto dei Qiang fra non molto tornerà a suonare nei villaggi dei Qiang.

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