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Il 20 maggio nel corso del vertice Cina-Eu nella Repubblica Ceca, il premier del Consiglio di Stato cinese Wen Jiabao ha affermato che la diceria che nel mondo si formerà un quadro di "amministrazione congiunta Cina-Usa" è "infondata ed errata". Egli ha aggiunto che è impossibile che uno o due paesi o un Gruppo di grandi paesi riescano a risolvere i problemi globali, e che la multipolarizzazione e il multilateralismo costituiscono la tendenza principale. Com'è nata la diceria dell'"amministrazione congiunta Cina-Usa, e quale atteggiamento del mondo occidentale esprime? In futuro, quale ruolo dovrà svolgere la Cina nella comunità internazionale? In merito, i giornalisti di RCI hanno intervistato Yang Mingjie, esperto di problemi americani dell'Istituto cinese di ricerche sui moderni rapporti internazionali. Ecco di seguito un nostro reportage in merito:
Più di un anno fa, alcuni media Usa hanno prima avanzato in via sperimentale la proposta del "governo congiunto sino-americano del Pacifico". In seguito, parecchi esponenti del mondo economico americano hanno avanzato l'idea che Cina ed Usa formino un "G2" per dirigere l'ordine economico mondiale. L'esperto di problemi americani dell'Istituto cinese di ricerche sui moderni rapporti internazionali, Yang Mingjie, ritiene che la cosiddetta teoria dell'"amministrazione congiunta Cina-Usa" abbia due sfondi principali.
"Il primo sfondo è lo sconvolgimento provocato nel mondo occidentale dallo sviluppo della forza generale della Cina negli ultimi anni, che ha portato le varie parti a fissare l'attenzione sul paese. Un altro, purtroppo, è legato ai timori Usa per il calo della loro forza generale negli ultimi due anni, specie dopo la crisi finanziaria, da cui la loro speranza che la Cina in ascesa possa dare loro una mano nell'ambito finanziario e circa i problemi internazionali."
L'espressione "Chimerica", avanzata congiuntamente da Niall Ferguson, storico dell'economia e professore dell'Università di Harvard, e da Moritz Schularick, visiting professor dell'Università di Cambridge, è la fonte diretta dei concetti "G2" e "amministrazione Cina-Usa". Secondo loro, l'economia mondiale negli ultimi anni ha visto i consumi negli Usa e la produzione in Cina, e con un andamento del genere, le due parti si possono definire dei "partner perfetti", da cui la commistione dei termini "China" e "America" in "Chimerica", a simbolo dell'avvenuta integrazione economica dei due paesi. In merito, Yang Mingjie ritiene che la cosiddetta "amministrazione Cina-Usa" violi essenzialmente la tendenza principale dello sviluppo mondiale attuale, per cui non è affatto fattibile.
"Questa diceria trascura la realtà della comunità internazionale, ossia nel processo di sviluppo della globalizzazione e della multipolarizzazione, non si può dire che gli affari internazionali vengano decisi da uno, due o alcuni grandi paesi, e, ricorrendo alla concezione tradizionale, avanzare l'amministrazione comune e il semplice coordinamento tra grandi paesi."
Inoltre Yang Mingjie ritiene che la concezione di "amministrazione Cina-Usa" trascuri anche il ruolo dei paesi in via di sviluppo durante lo sviluppo mondiale, e separi la Cina dai paesi in via di sviluppo.
"Penso che provochi l'impressione che la Cina non sia più un paese in via di sviluppo, e quindi debba entrare nel sistema occidentale. In realtà, lo sviluppo della Cina e dei nuovi paesi emergenti si può definire lo sviluppo complessivo dei paesi in via di sviluppo."
Yang Mingjie ha affermato che nella struttura mondiale, la Cina continuerà a definirsi un paese in via di sviluppo, e a svolgere il ruolo di grande paese in via di sviluppo responsabile, in favore degli interessi dei paesi in via di sviluppo."
"Per noi stessi, vogliamo uno sviluppo pacifico, questa è la nostra direzione diplomatica, mentre vogliamo dal mondo che sia armonioso. E quanto alla propria futura posizione, penso che la Cina potrebbe svolgere maggiormente il ruolo di grande paese in via di sviluppo responsabile. Questa posizione significa che siamo responsabili, ma rimaniamo un paese in via di sviluppo. E negli affari internazionali, rappresentando gli interessi dei paesi in via di sviluppo, ci assumeremo maggiori responsabilità internazionali." |
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