Viaggio a Luoyang, la città delle peonie
  2015-05-11 15:25:10  cri

Luoyang è stata una delle capitali storiche della Cina ed è considerata anche la città delle peonie, fiore scelto come simbolo della nazione cinese. Nel 2015, questa città ha salutato l'arrivo della stagione primaverile con la celebrazione del 33esimo festival culturale delle peonie, e con la sua cerimonia di apertura, che si è tenuta il 10 aprile. Si è trattato di un appuntamento molto importante, che si ripete ogni anno, e grazie al quale questa moderna città si ricongiunge alle sue antiche radici di capitale storica e culturale della Cina - designata a questa funzione dagli imperatori di diverse dinastie - e alla sua posizione di capolinea orientale della celebre Via della Seta. Questa via - in realtà costituita da una complessa rete di comunicazione che valicava terre, mari e fiumi - attraversava da est ad ovest il continente eurasiatico e giungeva fino in occidente, in quei territori un tempo occupati dall'impero romano. A Roma, i filati di seta erano considerati un prodotto esclusivo, un vero e proprio lusso alla portata solo di ricchi commercianti e appartenenti a famiglie patrizie. Di questi tessuti, lisci al tatto, sottili ed eleganti, si sapeva che erano prodotti da uomini che abitavano in una terra lontana, un popolo che i romani chiamavano con il nome di "seres".

Uno degli aspetti più rilevanti e della cerimonia di apertura del 33esimo festival culturale delle peonie è stato proprio l'accostamento proposto tra l'antica civiltà di Roma e Luoyang, capitale di un impero che, insieme a quello romano, costituì la maggiore e più evoluta entità politica e territoriale del mondo antico. Lo spettacolo, che ha proposto attraverso la musica e la danza un excursus storico sulle tracce della via della seta, è iniziato con un dialogo ideale tra Luoyang e Roma che, agli estremi opposti di questa linea di comunicazione, si guardano e si parlano, incarnando il mistero di due civiltà lontane, accomunate dal loro desiderio d'incontrarsi e di scoprirsi.

Nella parte finale dello spettacolo, che ha condotto il pubblico in un viaggio avventuroso sulle tracce storiche della Via della Seta, Roma e Luoyang sono tornate a palarsi e a comunicare, mostrando in modo affascinante come già nei tempi antichi l'Oriente e l'Occidente fossero due facce di una stessa medaglia, due espressioni e modi di essere al contempo diversi e simili della medesima famiglia umana.

Luoyang è assai famosa per la presenza d'importanti siti storici a tema religioso-buddhista; tra questi, torreggia maestosa la grande scultura del Buddha Vairocana delle "grotte della porta del drago", (Longmen) un complesso di santuari rupestri composto da più di 2000 grotte, presenti sul fianco del monte da cui hanno preso il nome. Le grotte di Longmen furono scavate e scolpite in un periodo di circa 700 anni - a partire dal 493 fino al 1127 - con un aumento di quest'attività nel corso della dinastia Tang, che vide una fioritura e una maggiore diffusione della religione buddhista in Cina.

Siamo giunti in questo luogo di sabato mattina, e nonostante il numero enorme di visitatori, era ancora percepibile una forte aura di sacralità e di mistero. Questa sensazione ha raggiunto il suo culmine quando siamo arrivati al cospetto della scultura del Buddha Vairocana - imponente con i suoi quasi venti metri di altezza – e che con la sua mole e il suo sguardo distaccato e imperturbabile, diretto verso Oriente, sembrava stagliarsi al di sopra degli eventi umani.

Tra i turisti c'era anche un certo numero di devoti che sono riusciti a spendere diversi minuti in preghiera nonostante il frastuono delle voci dei visitatori e dei megafoni delle guide turistiche, indaffarate a spiegare la storia e il significato delle sculture presenti in questo sito, inserito nel 2000 dall'Unesco nell'elenco dei patrimoni dell'umanità.

Un altro luogo di straordinaria importanza storico-religiosa è certamente il "Tempio del Cavallo Bianco", il primo monastero buddhista della Cina, e costruito intorno al 67 d.C. per ordine dell'imperatore Ming della dinastia degli Han Orientali (25-220). Secondo la tradizione, nel 64 l'imperatore inviò ad occidente una missione di studiosi per compiere delle ricerche sulla religione buddhista, e dopo un viaggio di circa tre anni fecero ritorno al seguito di due monaci indiani, She Moteng e Zhu Falan che, sulla groppa di un cavallo bianco, portarono in Cina testi di sutra e reliquie buddhiste.

Come segno di apprezzamento per quanto questi due monaci con il loro cavallo avevano fatto, l'imperatore dispose la costruzione di un monastero che in seguito venne battezzato con il nome di "Tempio del Cavallo Bianco". Il luogo si trova fuori dalla città di Luoyang, è circondato da una fitta vegetazione e da un'aura di solennità e spiritualità, ed è arricchito anche da complessi architettonici a tema buddhista, donati da paesi stranieri, come l'India e la Thailandia.

Altra tappa di grande rilevanza è stato il giardino delle peonie (Guo hua yuan) dove grazie al tempo meteorologico particolarmente favorevole, abbiamo potuto ammirare diverse specie di peonie in piena fioritura. Certamente, visitando questo luogo è stato possibile percepire l'aura di regalità che circonda questo fiore, e comprendere con maggiore chiarezza il motivo per cui questo è stato, nel corso dei secoli, il soggetto favorito di pittori e poeti, che attraverso la loro arte ne hanno descritto in modo immortale le caratteristiche di delicatezza e nobilità.

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