L’alleanza globale, dialogo con l’ambasciatore italiano in Cina Ettore Sequi

2019-12-18 15:23:42
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CINITALIA: Come giudica lo sviluppo dei rapporti tra Cina e Italia in questi ultimi anni e quali saranno le prospettive future per queste relazioni bilaterali?

Ettore Sequi: Le relazioni bilaterali tra Italia e Cina negli ultimi anni sono state particolarmente positive grazie alle numerose e significative visite ai più alti livelli istituzionali che si sono susseguite. Solo negli ultimi sette mesi abbiamo avuto diversi membri del nuovo Governo in visita in Cina: il Ministro dell’Economia e delle Finanze Tria, il Vice Presidente del Consiglio Di Maio che in una delle sue due missioni in Cina ha partecipato alla China International Import Expo di Shanghai; il Ministro dei Beni e delle attività culturali Bonisoli, il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo Centinaio e i Sottosegretari Geraci e Goffi. Da parte cinese, lo scorso gennaio si è svolta la visita in Italia del Consigliere di Stato e Ministro degli Esteri Wang Yi, che ha partecipato alla IX Edizione del Comitato Governativo bilaterale.

Anche nel corso del 2019 sono previste molte importantissime visite istituzionali che confermeranno un vero e proprio cambio di passo nello sviluppo e nella concreta attuazione di priorità e obiettivi condivisi, sinteticamente illustrati nel “Piano d’Azione per il rafforzamento della cooperazione tra Italia e Cina 2017-2020”.

L’esplicita definizione di un arco temporale esteso fino al 2020 non è casuale. Il prossimo anno infatti celebreremo il cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche italo-cinesi, cui il nostro Paese guarda al contempo come uno stimolo e un volano di nuove opportunità per espandere ancora, accanto alla già citata dimensione istituzionale, il reticolo di contatti e crescenti collaborazioni tra imprese, scuole, università e, più in generale, tra i due popoli.

Nel 2018 è ricorso il 40esimo anniversario della riforma e apertura in Cina, che ha adottato una serie di nuove iniziative per aprire ulteriormente il proprio mercato. Cosa comporterà per l’Italia questa sempre maggiore apertura cinese verso l’estero?Quali saranno le opportunità che questo processo porterà alla cooperazione sino-italiana?

L’Italia guarda con grande attenzione e interesse alle ulteriori aperture del mercato cinese annunciate dal Presidente cinese Xi Jinping in occasione della ricorrenza dei 40 anni dalle prime riforme economiche, celebrata lo scorso anno. Tali nuove aperture, fondate su alcuni concetti chiave come quelli di qualità, innovazione e bellezza, trovano infatti nell’Italia e nelle produzioni italiane un interlocutore naturale. Ci sono dunque i margini per ampliare ulteriormente gli scambi commerciali a livello bilaterale, che in questi anni sono cresciuti con continuità: dopo aver toccato i 42 miliardi di euro nel 2017 anche nel 2018 l’interscambio tra Cina e Italia è cresciuto di un ulteriore 4,8%. In questa prospettiva, il nostro obiettivo è riequilibrare progressivamente la bilancia commerciale e mantenere un sistema di scambi più libero possibile da barriere tariffarie, e non, condizione essenziale per poter favorire un sempre più elevato flusso di beni e servizi.

Nel 2019 ricorre il 15simo anniversario del partenariato strategico globale sino-italiano, mentre l’anno venturo sarà l’ultimo del Piano d’Azione 2017-2020 per il rafforzamento della cooperazione economica, commerciale, culturale e tecnico-scientifica tra Italia e Cina. Inoltre nel 2020 si celebrerà anche il cinquantesimo anniversario dell'allacciamento delle relazioni diplomatiche tra i nostri due Paesi. Secondo Lei, in che modo la Cina e l’Italia potranno rafforzare ulteriormente il loro partenariato strategico globale?

Queste importanti ricorrenze daranno ulteriore impulso alla nostra collaborazione bilaterale in tutti i settori e rappresenteranno una opportunità straordinaria per approfondire sempre più le amichevoli relazioni tra i nostri due popoli, in modo reciprocamente vantaggioso. L’ulteriore rafforzamento del nostro già fruttuoso partenariato strategico globale è aspirazione condivisa dei nostri rispettivi vertici. Una cooperazione che non si ferma al campo economico e commerciale, culturale e scientifico bilaterale, ma che includerà sempre più la collaborazione sui grandi temi globali. Tra gli altri il sostegno al multilateralismo, l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, la lotta ai cambiamenti climatici, la stabilizzazione di aree di crisi, nonché la riforma del Consiglio di Sicurezza ONU: dossier su cui accogliamo positivamente un crescente coinvolgimento di Pechino.

L’Italia ha annunciato il lancio ufficiale del meccanismo “Task Force China” che mira a rafforzare le relazioni bilaterali. Secondo Lei quali sono i settori che presentano maggiori potenzialità per la cooperazione tra i due Paesi? Negli ultimi dieci anni la Cina è stata una delle nazioni che più ha investito in Italia. Qual è l’atteggiamento del nuovo governo italiano nei confronti degli investimenti cinesi?

Il lancio della Task Force Cina conferma l’attenzione con la quale il Governo italiano guarda alla Cina e l’intenzione delle Autorità italiane di rafforzare ulteriormente un rapporto che è solidissimo e che quest’anno si consoliderà ulteriormente grazie a importantissime visite bilaterali. Nel quadro della cooperazione Italia Cina i settori a più alto potenziale sono quelli individuati nel Piano d’Azione bilaterale 2017-2020: ambiente ed energia; agricoltura e sicurezza alimentare; urbanizzazione sostenibile; salute; infrastrutture e trasporti; aerospazio. A questi aggiungo il tema innovazione tecnologica che certamente gioca un ruolo cruciale nei nostri rapporti. Tutti questi aspetti sono poi ricompresi nell’ambito della cosiddetta “Road to 50”, cioè la strategia che abbiamo comunemente messo a punto per arrivare al cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche Italia Cina nel 2020, anno in cui si concluderà anche il XIII piano quinquennale cinese.

Per quanto concerne gli investimenti, ad oggi oltre 300 aziende cinesi hanno investito in Italia nei settori più diversi, alcuni dei quali di importanza strategica per il nostro Paese come energia, telecomunicazioni, costruzione di navi, settore bancario e finanziario. Ciò conferma che l’Italia è un Paese aperto agli investimenti stranieri. Il nostro atteggiamento è assolutamente trasparente: giudichiamo gli investimenti in base al valore aggiunto che possono dare al nostro sistema economico e imprenditoriale.

Secondo Lei, in che modo il partenariato globale tra Italia e Cina potrà promuovere le relazioni tra quest’ultima e l’Unione europea?

L’Italia è un membro fondatore e un membro molto importante dell’Unione Europea. Il nostro ruolo dunque è di particolare rilievo per quanto riguarda la possibilità di promuovere le relazioni l’Unione Europea e la Cina.

Italia e Cina hanno più volte ribadito il sostegno allo sviluppo delle relazioni e al rafforzamento del partenariato strategico globale UE-Cina, nel quadro dell’attuazione dell’Agenda Strategica di Cooperazione UE-Cina 2020. La finalizzazione di negoziati come quello sull’accordo UE-Cina per gli investimenti potrebbe creare inoltre ulteriori opportunità per le nostre aziende.

L’Italia considera particolarmente importante l’approfondimento del dialogo UE-Cina in tutti i settori, a cui contribuisce attivamente nell’ambito del coordinamento comunitario.

“Cinitalia”, in collaborazione con l’ambasciata e i consolati d’Italia in Cina e con l’ambasciata e i consolati cinesi in Italia, ha creato un’esclusiva piattaforma media in lingua cinese e italiana. Secondo Lei cosa potrebbe offrire questa piattaforma alle relazioni bilaterali?

Sono convinto che “Cinitalia” sia un progetto altamente innovativo e dinamico ed è proprio per tale ragione che abbiamo voluto presentarlo alla stampa e al pubblico anche qui in Ambasciata appena due anni fa.

La collaborazione realizzata in questi anni ha efficacemente contribuito ad arricchire i contenuti dell’applicazione in modo da diffondere notizie e iniziative realizzate dall’Ambasciata e più in generale informazioni sull’Italia. Auspico quindi che la collaborazione possa ulteriormente rafforzarsi nei prossimi mesi.

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