Una giusta ambizione in comune

2019-12-19 15:11:35
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Ecco perché da ministro della Salute e come membro di questo governo sostengo con forza e convinzione la collaborazione con la Cina.



Salute è sicurezza. La Costituzione italiana riconosce il diritto alla salute come uno dei diritti fondamentali, per questo assicurare la salute ai propri cittadini significa lavorare nell’interesse della società globale.

Attuare concretamente il diritto alla salute è sostenere la ricerca scientifica, ridurre i rischi della diffusione di malattie, gestire le emergenze, incentivare lo sviluppo dei dispositivi terapeutici, garantire l’accesso alle cure e all’innovazione. Significa lavorare per una comunità internazionale più forte e coesa.

Questo è ancora più vero tra due paesi come la Cina e l’Italia che hanno la giusta ambizione di essere vere superpotenze non solo economiche, ma culturali. La storia e la cultura di queste due nazioni vengono da lontano e guardano avanti nel futuro.

Ecco perché da ministro della Salute e come membro di questo governo sostengo con forza e convinzione la collaborazione con la Cina.

Il 23 marzo scorso, in occasione della visita a Roma del presidente Xi Jinping, io stessa ho firmato il Piano di Azione 2019-21 sottoscritto dai nostri due governi.

Il ministero della Salute ha predisposto due protocolli di collaborazione nell’ambito della sicurezza sanitaria e alimentare. Uno che regola i requisiti sanitari e veterinari per l’esportazione di carne suina congelata. L’altro per regolamentare l’esportazione di seme bovino dall’Italia alla Cina.

È stato un piacere e un onore collaborare a questo scambio che mi auguro possa essere sempre più proficuo.

Accanto a questi protocolli, sempre durante il mio mandato, il ministero della Salute ha siglato due intese per la collaborazione in tema di sicurezza alimentare e di cooperazione transfrontaliera in materia di sanità.

La collaborazione bilaterale con la Cina in ambito sanitario, tuttavia, non è una novità di questi anni. Già nel 2000 a Roma fu firmato il primo memorandum d’intesa fra i rispettivi ministeri della salute.

Negli anni successivi alla firma di questo primo memorandum - anche a seguito di numerosi incontri e visite ufficiali e di contatti con rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità, di Università e Centri di ricerca e del settore dei farmaci - il legame in ambito sanitario tra l’Italia e la Cina si è andato sempre più rafforzando e consolidando.

In questi anni, gli scambi si sono concentrati soprattutto nelle strategie di prevenzione dei rischi alimentari ed è facile capire perché: il food è un settore strategico per la cooperazione tra Roma e Pechino e asse portante dell’economia dei due Paesi.

La Cina ha riconosciuto valore alla ricerca scientifica italiana, all’avanzata legislazione in tema di sicurezza alimentare, all’efficace e rigoroso sistema di controlli che ci hanno permesso di acquisire un patrimonio di buone pratiche unico al mondo. Il cosiddetto approccio “One Health”, adottato da sempre nel nostro Paese, che consente all’Italia di offrire eccellenza e qualità grazie a un’industria alimentare sicura.

Know how che il ministero della Salute ha consolidato nell’ambito delle competenze che ricadono sotto il controllo della Direzione Generale Igiene e Sicurezza degli alimenti e della Direzione Generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari.

Sono consapevole che la cooperazione tra Italia e Cina non si esaurisce in un semplice scambio di buone pratiche, ma trova valore anche nel connettere sempre con sempre maggiore forza i due sistemi produttivi e le nostre imprese.

In questo senso non posso che augurarmi che tale collaborazione prosegua, in modo sempre più fruttuoso da entrambe le parti, nell’interesse reciproco, delle due comunità nazionali e dei nostri cittadini, dei nostri ricercatori e dei nostri imprenditori.



L'autore è Ministro della Salute




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