Piccole e medie imprese innovative, andata e ritorno

Vincenzo Lipardi 2019-12-19 10:26:35
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Tanti i programmi che permettono alle start up italiane e cinesi di entrare e crescere nei mercati dei due Paesi. Costruire piattaforme stabili è una necessità, in una logica win-win di esportazione e non asportazione del tessuto imprenditoriale.



L’Italia è tra i Paesi europei che, sia pure con ritardo, hanno realizzato che la cooperazione con la Cina rappresenta non solo un fondamentale pilastro strategico nell’attuale quadro geopolitico, ma anche un’imprescindibile fonte di opportunità in termini di partenariati scientifici, tecnologici e produttivi, in grado di proiettare il Sistema Paese in una condizione di protagonismo nell’ambito della nuova rivoluzione industriale, basata sul digitale e sulle nuove tecnologie. Una rivoluzione che ha già cambiato il nostro mondo, ha costruito un inedito vocabolario dell’innovazione, con concetti nuovi come open innovation, digital trasformation, manifacturing 4.0., IoT, AI, e nel prossimo decennio trasformerà le nostre città, come in un libro di Jules Verne.

La nuova rivoluzione tecnologica ci impone un ritorno al futuro, puntando sull’educazione e la ricerca scientifica che sono le condizioni per una nuova semina tecnologica capace di riportare l’economia e le nuove industrie eco-compatibili nelle nostre città, rigenerandone il tessuto urbano e sociale e trasformandole in città intelligenti.

Tornando alla Cina, va evidenziato che nell’ambito dell’Unione Europea a 28, l’Italia, dopo la Germania e la Gran Bretagna è il terzo esportatore di tecnologie ed è ormai una meta privilegiata per gli investimenti cinesi.

E va evidenziato che negli ultimi anni, i Governi che si sono succeduti in Italia hanno comunque avviato un piano di avvicinamento e di scoperta del gigante asiatico, come dimostra il “ Piano Strategico Congiunto per la Cooperazione in Scienza, Tecnologia e Innovazione “ siglato nel febbraio 2017 dal Presidente Mattarella nella sua visita di Stato a Pechino e la visita del Presidente cinese Xi Jinping in Italia lo scorso marzo.

Un incontro importante che ha anche avviato accordi economici quantificati in 2,5 miliardi di euro, e portato i due Governi a rimarcare il rilievo strategico del Partenariato Strategico globale tra la UE e la Cina e l’importanza dell’attuazione “dell’Agenda Strategica di Cooperazione UE-Cina 2020 e lo sviluppo di sinergie tra l’iniziativa Belt and Road e le iniziative UE sulla connettività”, riconoscendo esplicitamente il rilievo dell’iniziativa nel quadro del “Piano strategico congiunto nel settore della scienza, tecnologia e innovazione verso il 2020”, con particolare riferimento alla nona sessione della “Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione” che si è svolta nel dicembre 2018 a Milano, Roma e Cagliari”. Questa della “Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione”, così come la cooperazione sui satelliti, sono storie importanti della cooperazione tra i due Paesi come esplicitamente riconosciuto dallo stesso Presidente cinese Xi Jinping sulle pagine del Corriere della Sera.

Ed è la necessità di costruire piattaforme stabili win win tra i due Paesi che ha portato alla nascita di un altro programma di cooperazione, il China-Italy Best Startup Showcase -Entrepreneurship Competition, il programma bilaterale di esplorazione e di accompagnamento di startup e PMI innovative italiane nel mercato cinese, curato dall’incubatore certificato dell’Università di Napoli Federico II Campania NewSteel, da Città della Scienza e da PNICube, per parte italiana, e dall’ITTN – International Technology Trasfer Network, per parte cinese.

Il programma è nato con l'obiettivo di favorire e accompagnare processi di internazionalizzazione delle compagini italiane in Cina e l’attrazione delle startup cinesi in Italia, in una logica win-win, di cooperazione e non di delocalizzazione, di “esportazione” e non di “asportazione” del tessuto imprenditoriale. Lanciato dalla ministra Giannini e dal ministro Wan Gang nel 2016, durante la China Italy Science Technology Innovation Week, il programma, che si è avvalso del contributo di PNI Cube e di Italia Startup, vede la partecipazione di circa 100 Startup selezionate a livello nazionale, operativo nei settori chiave della nuova economia: Digital Economy, AI & Big Data, Intelligent Equipment, Advanced Production, Comprehensive Health, Sustainability & Green Innovation.

Nella recente tappa di aprile 2019, le 25 startup e PMI innovative che hanno partecipato al programma, hanno visitato e hanno potuto conoscere realtà di assoluto prestigio come TusStar, l’incubatore della Tshinghua University a Shenzhen, e visitare i quartier generali dei colossi dell’economia digitale come Huawei a Shenzhen e Alibaba a Hangzhou. E poi la Greater Bay Area (Gba), che nei piani del Governo cinese entro il 2035 dovrà diventare il baricentro dell’innovazione mondiale, e quello del delta del Fiume Azzurro. Un tour che ha permesso alle start up italiane di entrare in contatto con realtà di rilievo cinesi nei settori della manifattura avanzata, dell’intelligenza artificiale e dell’economia digitale, conoscere le aree più avanzate della Cina Sud-orientale, Shenzhen, Zhuhai, Xiamen, Hangzhou e Suzhou, incontrare investitori e società di venture capital, visitare incubatori, parchi scientifici e nuove aree di sviluppo economico, ma soprattutto di trovare partner ed interlocutori importanti.

Un'altra tappa si è tenuta a Nanjing dal 22 al 28 giugno nel contesto della Nanjing Tech Week - grande evento promosso dal MOST con la partecipazione di circa 20 startup PMI innovative nazionali, operanti nel settore “ Sustainability and Green Innovation”.

Infine, nei prossimi mesi è prevista almeno un’altra missione nell’ambito della Competition, che si concluderà il prossimo autunno a Pechino con la Settimana Italia-Cina 2019.

Queste piattaforme sono tasselli importanti. Per conoscersi, cooperare, rafforzare la fiducia reciproca.

L'autore è consigliere delegato di Campania Innovazione e Presidente di Spici – Società per l’innovazione, la cooperazione e l’internazionalizzazione


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