Una sola terra, una grande alleanza bilaterale

Li Mengfei 2019-12-19 10:48:44
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Ecco perchè sono enormi le potenzialità quando Italia e Cina lavorano insieme in campo ambientale

La cooperazione sino-italiana in campo ambientale è stata avviata all’inizio del XXI secolo, allo scopo di adempiere agli obblighi internazionali in materia di tutela dell’ambiente e promuovere, al contempo, lo sviluppo sostenibile in Cina. Nel 2000, l’allora Amministrazione statale per la protezione ambientale cinese e il Ministero italiano dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare hanno firmato un accordo di cooperazione, avviando ilSino-Italian Cooperation Program for Environmental Protection – SICP(Programma di Cooperazione Italia-Cina per la Protezione Ambientale). In tale contesto, è stata istituita una Soprintendenza al SICP e sono stati assunti esperti e personale specializzato, al fine di promuovere la cooperazione a tutto campo in materia ambientale tra i due Paesi.

A partire dal SICP, la cooperazione sino-italiana in campo ambientale ha riguardato diverse convenzioni internazionali e toccato molti settori chiave legati alla tutela dell’ambiente in Cina, con implicazioni sul monitoraggio dell'ambiente, sullo sviluppo urbano sostenibile, sul risparmio energetico, sullo smaltimento e sul riciclaggio dei rifiuti, sulla mobilità sostenibile, sull’agricoltura sostenibile, sui cambiamenti climatici, sulla prevenzione della desertificazione, sulla gestione delle risorse idriche, sulla formazione, sugli scambi e sulla divulgazione in materia di tutela ambientale.

Nei dieci anni successivi, l’Italia ha sempre svolto un ruolo importante in diversi progetti decisivi per il risanamento ambientale della Cina. Ad esempio, nel quadro della cooperazione sino-italiana in materia di protezioneambientale, il Ministero italiano dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha collaborato con i dipartimenti cinesi competenti per offrire supporto in termini di attrezzature e tecnologie per le “Olimpiadi green” del 2008 e l’“Expo di Shanghai” del 2010, con implicazioni sul miglioramento della qualità dell’aria, sulle energie rinnovabili, sul trasporto intelligente e su altri settori.

Fino a oggi, Cina e Italia hanno avviato più di 100 progetti in oltre 20 province, regioni autonome e città della Repubblica Popolare, come Beijing, Tianjin, Shanghai, la regione autonoma del Ningxia e le province di Shaanxi, Qinghai, Anhui, Jiangsu, Hunan e Sichuan, realizzando progetti pilota, conducendo attività di ricerca e rafforzando la capacità di cui si dispone per tutelare l’ambiente. Negli ultimi dieci anni, la Cina e l’Italia hanno sviluppato la cooperazione “pragmatica” in settori importanti e difficili, introducendo tecnologie e concetti di management avanzati, migliorando il livello decisionale all’interno del sistema di protezione dell’ambiente, riducendo le emissioni inquinanti, potenziando la tutela ecologica e dando un forte sostegno alla Cina ai fini del rafforzamento della sua capacità di tutela dell’ambiente.

La stretta cooperazione instaurata da Italia e Cina ha ricevuto numerosi elogi. Negli ultimi anni, entrambe le parti hanno auspicato l’ulteriore espansione della cooperazione in campo ambientale. Ciò ci ha permesso di assistere, tra le altre cose, all'attuazione di progetti per la bonifica dei terreni e il trattamento delle acque reflue industriali a Chongqing e Guiyang, alla creazione del Centro sino-italiano per la sostenibilità ambientale presso la Tongji University di Shanghai, alla costituzione del Parco ecologico sino-italiano a Ningbo e all’organizzazione del Forum sino-italiano sull’economia circolare e lo sviluppo sostenibile a Chengdu. Per la mole di investimenti, gli evidenti risultati raggiunti e l’ampio ventaglio di settori in cui è instaurata, la cooperazione sino-italiana in materia di ambiente ha tracciato un modello per gli altri Paesi.

Il Tredicesimo piano quinquennale della Cina propone un nuovo obiettivo, vale a dire il recupero dell’ambiente naturale, e dichiara al mondo che occorre adeguare i metodi di produzione, abbandonando completamente quelli estensivi e prestando attenzione all'ambiente. Gli uomini devono vivere in armonia con la natura. L’Italia segue da tempo con estrema attenzione il tema della protezione ambientale, le tecnologie green meritano di essere studiate dalla Cina. La complementarità è assolutamente evidente.

Con il ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, la Cina svolge un ruolo sempre più importante nella lotta ai cambiamenti climatici. Nel Piano d’Azione per il rafforzamento della cooperazione economica, commerciale, culturale e scientifico-tecnologica tra Italia e Cina 2017-2020, entrambe le parti hanno manifestato la volontà di lavorare con impegno per affrontare i cambiamenti climatici con azioni concrete. Le due parti intendono rafforzare la cooperazione nell’ambito degli accordi raggiunti tra il Ministero dell’Ambiente italiano e i ministeri e le commissioni competenti cinesi, dando nuovo impulso alla partnership strategica globale bilaterale. Ciò non solo è in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, ma riflette anche la grande attenzione che la Cina mostra nei confronti della protezione ambientale. In futuro, la cooperazione sino-italiana sarà ulteriormente ampliata e potenziata, svolgendo un ruolo sempre maggiore nella comunità internazionale.

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