Cina, Italia e Il ritorno della vera politica estera italiana

2019-12-18 16:21:50
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di Mirella Emiliozzi

Le relazioni bilaterali si rafforzano grazie all'azione del Governo e dobbiamo affrontare insieme le questioni regionali e globali

La visita del presidente cinese Xi Jinping in Italia è un evento storico nell'evoluzione delle relazioni tra i nostri due Paesi. Non solo perché è la prima visita ufficiale in Italia di un capo di Stato cinese dopo dieci anni, ma, soprattutto, perché rappresenta un’opportunità decisiva per la definizione di alcuni fondamentali dossier nelle nostre relazioni.

La firma del memorandum di intesa sulla ormai celebre Nuova Via della Seta garantisce all'Italia una collocazione di snodo decisivo nell'importante progetto di interconnessione tra Asia ed Europa. Ricordiamo che l’Italia è da tempo impegnata nella realizzazione di questa iniziativa, strategica per i nostri rapporti commerciali con uno dei mercati più grandi del pianeta. Siamo infatti membro fondatore dell’Asian Infrastructure Investment Bank, vero e proprio “cuore propulsivo” economico e finanziario della Nuova Via della Seta.

La firma del memorandum è importante ai fini del rilancio del sistema Paese su scala globale. Per capirlo basta osservare tre semplici dati: 1) l’Italia è il quinto partner commerciale della Cina; 2) il 54% del nostro commercio estero transita via mare (solo il 15% corre sulle strade); 3) il 56% del traffico marittimo che passa dal Canale di Suez transita sulle rotte del Mediterraneo. Questi dati devono essere letti anche attraverso la lente di un nostro fondamentale interesse nazionale: attirare investimenti per riequilibrare la nostra bilancia commerciale.

La cooperazione tra Italia e Cina non si limita, però, alla Nuova Via della Seta. Tanti altri importanti dossier sono al centro della visita di Xi Jinping in Italia. Il nostro Partenariato Strategico Globale passa, infatti, attraverso i numerosi obiettivi previsti dal “Piano d’Azione per il rafforzamento della cooperazione economica, commerciale, culturale e scientifico-tecnologica tra Italia e Cina 2017-2020”.

Nell’ambito delle collaborazioni settoriali, alle questioni economiche, commerciali e infrastrutturali si affiancano, tra gli altri, interessantissimi impegni di cooperazione bilaterale, a partire dalla cultura: musei, protezione dei beni culturali, lotta al traffico illecito e contrabbando di beni culturali, design creativo, gemellaggio tra i rispettivi siti Unesco, ruolo svolto dal Forum Culturale Italia-Cina, piattaforma di dialogo e cooperazione tra i due Paesi.

Nel settore dell’istruzione i nostri Paesi concordano sull’importanza di approfondire la cooperazione e gli scambi accademici, di favorire la diffusione e la conoscenza delle rispettive lingue e culture, anche attraverso gli scambi e la mobilità tra le istituzioni di formazione superiore.

Come non citare, poi, il nostro comune interesse di rafforzare le relazioni nel settore del turismo, una delle più importanti e apprezzate risorse dell’Italia nel mondo. Il flusso turistico tra Italia e Cina è in progressivo aumento, e questo non può che avere ricadute positive, anche nella nostra economia. Per non parlare delle ricadute positive che gli scambi e la cooperazione nel settore del turismo hanno in termini di migliore conoscenza reciproca e amicizia tra i nostri popoli.

Ci sono poi questioni di carattere internazionale e regionale su cui un consolidamento delle relazioni tra i nostri Paesi gioca un ruolo decisivo, soprattutto nell’ottica di contribuire al rafforzamento della pace, della sicurezza, della stabilità internazionale e dello sviluppo sostenibile. Tra Italia e Cina ci sono anche questioni regionali e globali di comune interesse: il processo di riconciliazione in Libia, la normalizzazione della crisi siriana e la riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Tutti temi all'ordine del giorno negli incontri tra i nostri rispettivi governi e su cui è necessario concentrare il massimo sforzo.

Grazie all’azione estera del nostro Governo, le relazioni tra Italia e Cina hanno avuto nell’ultimo anno una grande accelerazione, la visita ufficiale del vicepremier Di Maio e di altri nostri esponenti del Governo e del Parlamento hanno contribuito a tracciare un percorso di fattiva collaborazione e reciproca fiducia. Soprattutto, in quanto italiana, sono orgogliosa che il nostro Paese finalmente si riappropri della propria politica estera.

L'autore è parlamentare e membro della Commissione Esteri della Camera dei deputati

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