Matteo Ricci -- pioniere dei missionari occidentali in Cina

2020-08-21 19:07:22
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I missionari provenienti dall'Occidente esercitarono una grande influenza sulla politica, economia e cultura delle dinastie Ming e Qing. Prima della Guerra dell'Oppio, i missionari occidentali vennero in Cina portando una scienza e tecnologia piuttosto avanzata e presentando nel contempo con entusiasmo la civiltà cinese all'Occidente.

Nel 1560 la sede di Parigi della Compagnia di Gesù inviò in Cina il primo gruppo di missionari occidentali. Questi diffusero in Cina la cultura occidentale e parteciparono alle attività politiche del paese. Dal 1522 al 1800, il numero dei missionari occidentali in Cina raggiunse quota 780, per lo più di cittadinanza portoghese. Nel 1680, ossia il 19° anno di Regno dell'Imperatore Kangxi, della dinastia Qing, i seguaci cinesi della Compagnia di Gesù raggiunsero le 300 mila persone. I missionari occidentali vennero in Cina principalmente allo scopo di diffondere il Cristianesimo. Essi capivano bene che per predicare una religione in Cina, un paese così antico della lunga storia e dell'importante civiltà e radicato nell'ideologia confuciana, occorreva approfondire la conoscenza del Confucianesimo e fondersi con la cultura cinese, in modo da raggiungere gli obiettivi della predicazione.

Senza dubbio, Matteo Ricci fu il più grande dei missionari occidentali. Egli raggiunse in Cina alla fine della dinastia Ming(1368-1644) in qualità di missionario della sede italiana Compagnia di Gesù. Entrato nella Compagnia all'età di 21 anni, Matteo Ricci studiò teologia al Seminario di Roma. Nel 1589 fu ordinato sacerdote. Nel 1581, obbedendo all'ordine dell'ispettore della Compagnia per l'Estremo Oriente Alessandro Valignani, si recò a Macao per studiare la lingua cinese. L'anno seguente si recò assieme ad un altro gesuita italiano, Michele Ruggieri, a Zhaoqing, nella provincia del Guangdong, Cina meridionale, dove si stabilì e istituì il primo centro di predicazione nel continente cinese. Per adattarsi alle usanze sociali cinesi, tagliatosi i capelli e vestitosi da monaco, Matteo Ricci chiamò la propria residenza "Tempio dei fiori". Durante il suo soggiorno a Zhaoqing, egli realizzò una "Carta geografica dei monti e dei mari", un globo terrestre e un orologio solare, che offrì all'ammirazione degli ospiti, guadagnandosi così il rispetto dei locali. Nel frattempo convertì un'ottantina di persone. Nel 1589 si trasferì a Shaozhou, sempre nella provincia del Guangdong, dove invitò maestri cinesi a illustrargli i "Commenti ai Quattro Libri", che tradusse in latino con annotazioni. Si tratta della più antica traduzione dei "Quattro Libri". Nella prefazione, Matteo Ricci loda le concezioni etiche confuciane, attribuendo la stessa importanza ai "Quattro Libri" ed alle opere del filosofo romano Seneca.

Matteo Ricci visse nella provincia del Guangdong per ben 10 anni. Durante questo periodo, egli non solo si impadronì della lingua cinese, ma studiò anche i "Cinque Classici". Abile nell'interpretazione del Cristianesimo con i classici confuciani e combinando il Confucianesimo con il Cristianesimo, egli convinse i funzionari e intellettuali cinesi con la sua perfetta teoria , vasta erudizione e grande eloquenza.

Nel 1597 Alessandro Valignani nominò Matteo Ricci presidente dell'Associazione dei missionari gesuiti in Cina e gli ordinò nello stesso tempo di stabilirsi a Pechino. Non avendo ottenuto il permeso di soggiorno a Pechino, egli tornò immediatamente nel sud della Cina. Nel 1599 si stabilì a Nanchino, dove ebbe frequenti contatti con alti funzionari e note personalità, facendo la conoscenza di Li Zhi, Xu Guangqi ed altri e godendo di una fama sempre maggiore. Nel 1600, col pretesto di offrire doni all'Imperatore, egli si recò ancora una volta a Pechino. L'anno seguente ottenne il permesso di donare all'Imperatore Shenzong della dianstia Ming immagini di Cristo e di Maria Vergine, una Bibbia, una Croce incastonata di perle, un orologio a pendolo e una carta geografica universale. Per via delle conoscenze astronomiche e geografiche di Matteo Ricci, la Corte imperiale Ming gli conferì un'incarico a corte. Il Ricci, stabilitosi allora a Pechino, si dedicò a pagamento alla riparazione degli orologi di corte. Durante il suo soggiorno, egli illustrò le scienze occidentali come la geografia, la matematica e l'astronomia e pubblicò le opere matematiche "Principi di geometria" e "Teoria e metodo delle misure", da egli compilate e tradotte in cinese da Xu Guangqi. Morì a Pechino nel 1610.

Matteo Ricci permise al Cattolicesimo di mascherarsi da Confucianesimo attraverso la sua interpretazione rinnovata, ottenendo il diritto alla predicazione in Cina. Le conoscenze scientifiche occidentali costituivano i mezzi con cui egli intendeva conquistare la Cina e la premessa della sua predicazione. Tuttavia, indipendentemente dal suo scopo, i contributi di questo missionario occidentale proveniente da lontano devono essere confermati.

La presenza in Cina dei missionari occidentali è stata un grande evento nella storia del paese. Venuti in Cina, essi si impegnarono nella predicazione, esercitando una grande influenza sulla società cinese. Come risultato in territorio cinese, la rivolta del Regno celeste della grande pace avvenne proprio grazie all'influenza della diffusione del Cristianesimo. Tuttavia i missionari occidentali portarono in Cina scienze e tecnologie piuttosto avanzate, il che rivestì un'importanza positiva per lo sviluppo tecnico-scientifico del paese.

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