Sulle tracce di Marco Polo

2020-08-21 19:05:31
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Più di 700 anni fa, pieno di curiosità e speranza, Marco Polo raggiunse la Cina dall’Italia e vi trascorse 17 anni. Il suo “Milione” è in seguito diventato una prova storica della storia degli scambi di amicizia tra i popoli cinese e italiano.

Marco Polo è stato o meno in Cina?

Il problema è studiato e discusso da anni dal mondo storico senza finora alcuna conclusione.

Non sono uno storico e non ho intenzione di partecipare alla discussione. Tuttavia dopo aver letto il “Milione”, le sue ricche e colorate illustrazioni hanno suscitato il mio forte interesse. Perciò, superando ongi sorta di sofferenze e percorrendo migliaia di chilometri, ho seguito l’itinerario del “Milione” e registrato ciò che ho visto e ascoltato, in modo da verificare la sua autenticità.

Secondo Marco Polo, nel 1275 il Gruppo veneziano raggiunse la Cina, seguendo corridoio euroasiatico aperto da Genghiz-Khan.

Venticinque anni dopo la partenza dal paese natale, egli e i suoi compagni tornarono a Venezia. Sfortunatamente fu catturato da genovesi in una guerra provocata da interessi commerciali; nella prigione genovese, conobbe il prigioniero di Pisa Rustichello che registrò per iscritto i suoi bei ricordi.

Così il testo del “Milione” iniziò a diffondersi in Europa e molti europei conobbero il continente asiatico: l’enorme impero della dinastia Yuan e il suo imperatore Kubilai, le imponenti montagne, le estese praterie e le tradizioni e i costumi nazionali, oltre agli incredibili miracoli della civiltà umana.

Ora, dopo più di 700 anni di mutamenti storici e di attività, l’aspetto della Cina si è notevolmente trasformato. Delle magnifiche mure di cambulau che sorpresero Marco Polo sono rimaste poche rovine, sostituite da palazzi ancora più splendidi e da una foresta di edifici, mentre il nome della città è diventato Pechino, noto ormai nel mondo intero. Le accidentate strade percorse da Marco Polo e dai suoi compagni sono diventate libere vie aeree e terrestri e i villaggi polverosi dove riposarono si sono trasformati in moderne città.

Per fortuna “La vita umana trascorre veloce, ma il cielo è eterno”, quindi la storia scritta nei libri e le tracce lasciate dai nostri avi sono incancellabili. Nell’enorme e ricco paese orientale---della Cina, nonostante i notevoli mutamenti storici, i passi, le montagne, la praterie e i fiumi esistono ancora, quindi i contenuti dei testi storici sono verificabili, mentre i siti storici provano che quanto registrato dal veneziano è rintracciabile. Mi è quindi venuto il forte desiderio di presentare con parole e immagini ai popoli cinese, italiano e del mondo ciò che ho visto e ascoltato, in modo da incoraggiarli tramite questa storia indistinta ma splendida mantenere l’amicizia, convivere in modo pacifico e creare un futuro maggiore mano nella mano. Naturalmente, spero anche di contribuire alle ricerche su Marco Polo.

Le immagini e i testi scritti esposti, scelti da 10.086 foto e 360 mila caratteri di appunti, possono apparire insufficienti, quindi chiedo agli amici la loro comprensione. Gli amici dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata Italiana in Cina e del Dipartimento Italiano dell’Associazione degli studenti cinesi tornati dall’Europa e dall’America mi ha concesso notevole appoggio e aiuto per la mostra. A loro va quindi il mio più sincero ringraziamento.

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