Le aziende straniere in Cina costrette a schierarsi dai politicanti occidentali sono destinate a rimetterci

2021-04-01 20:39:50
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Nei ultimi giorni un video di grandi macchine per la raccolta del cotone utilizzate nei vasti campi di cotone del Xinjiang, in Cina, è diventato virale. Questa è la più potente smentita alle fake news inventate sul “lavoro forzato” nell’industria della raccolta del cotone nel Xinjiang. Le aziende che stanno aderendo ciecamente al boicottaggio del cotone del Xinjiang dovrebbero imparare a distinguere il bene dal male, evitando di diventare uno strumento politico nelle mani delle forze anti-Cina negli Stati Uniti e in Occidente.

Attualmente la produzione di cotone del Xinjiang rappresenta circa il 20% della produzione totale mondiale e non è facile da sostituire. Nel gennaio di quest’anno, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato un divieto sulle importazioni di cotone dal Xinjiang e su tutti i prodotti con esso realizzati, la catena di approvvigionamento dei grandi marchi internazionali ha subito una forte pressione. Questo perché, quale che sia la loro scelta (affidarsi a un nuovo fornitore o condurre le cosiddette ispezioni), il risultato per le aziende è sempre lo stesso: l’aumento dei costi. Il New York Times ha recentemente riferito che per ottenere il cotone, le aziende interessate avrebbero quasi certamente bisogno di comprarlo dal Xinjiang.

Ma ancora più importante è che il boicottaggio, basato su menzogne, del cotone del Xinjiang portato avanti dalle aziende straniere ha danneggiato la loro stessa immagine a livello di marchio e la percezione che ne hanno i consumatori cinesi. Questo danno sarà più profondo e a lungo termine per le aziende interessate.

Le aziende hanno il diritto di scegliere dove acquistare le materie prime per la produzione. Ma devono sapere che non sono i politicanti occidentali anti-Cina a rimetterci a causa del boicottaggio del cotone proveniente dal Xinjiang, ma le stesse aziende. Il mercato cinese è sempre aperto e la Cina accoglie con favore le società straniere che vogliono investirvi. La Cina ha infatti sempre creato un buon ambiente di investimenti per le aziende straniere, ma non consente affatto loro di screditarla, mentre fanno soldi nel Paese.

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