【In altre parole】Cina, si apre oggi la golden week: cosa cambia in tempi di pandemia

Andrea De Pascale 2020-10-01 15:05:43
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Alle attività quotidiane dei passanti fa da sfondo un piazzale affollato di dama, le signore conosciute ormai in tutto il mondo per i balli di gruppo che vivacizzano piazze, parchi e strade della Cina. Alcune di loro ballano al ritmo incalzante di “Little Apple” dei Chopstick Brothers, altre assecondano coi loro corpi ritmi musicali più dolci e aggraziati. La miscela di suoni anima lo slargo, colorandolo di vita.

Non lontano da lì, all’ingresso di un ristorante che dà sulla strada, i fumi che salgono dalle vaporiere di bambù riempiono l’aria dell’odore di baozi alle “tre freschezze”. Nei minimarket vicini, gli scaffali straboccano di yuebing, i dolci della Luna tipici della Festa di metà autunno, originariamente offerti in sacrificio alla divinità lunare e oggi simbolo della concordia e della riunione dell’intera famiglia. L’atmosfera è distesa e rilassata, e riporta alla mente gli autunni della Pechino pre-2020.

Il periodo solare denominato qiufen (“equinozio d’autunno”), il sedicesimo dei ventiquattro periodi in cui è suddiviso il calendario lunare, si è lasciato alle spalle con il suo arrivo la prima parte della stagione autunnale, aprendo le porte alla Festa di metà autunno, che quest’anno cade – non succedeva da 19 anni – lo stesso giorno della Festa Nazionale, celebrata nella Repubblica Popolare proprio oggi. In questo giorno, il quindicesimo dell’ottavo mese lunare, la Luna appare – dicono i cinesi – perfettamente rotonda. Così, quando scende la sera, vige l’usanza di riunirsi all’aperto e ammirare la Luna piena che si staglia nel cielo.

Con l’arrivo dello shi yi (il primo ottobre), si apre oggi nella Repubblica Popolare un periodo festivo di 8 giorni, quello che solitamente viene definito golden week ed è accompagnato da un gran numero di turisti che si muove in lungo e in largo per il Paese.

Secondo dati aggiornati alla metà di settembre, oltre 500 attrazioni turistiche in tutta la Cina hanno applicato sconti sui biglietti d'ingresso o autorizzato entrate gratuite. L’obiettivo? Rispondere alla domanda crescente del mercato e rilanciare il turismo interno travolto dall’emergenza Covid-19. Tuttavia, data l’evidente straordinarietà del momento storico che stiamo vivendo, quest’anno i luoghi di interesse turistico potranno accogliere nelle stagioni di autunno e inverno un numero di persone non superiore al 75% della capacità massima di ciascuna attrazione.

Come è facilmente immaginabile, la pandemia ha colpito duramente l’intero settore del turismo, promuovendo grossi cambiamenti al suo interno. Nei mesi in cui la maggior parte delle persone è stata costretta a casa, si sono moltiplicate le iniziative lanciate dai musei e dalle attrazioni turistiche del Paese per uscire “precocemente” dal periodo di quarantena. Un fenomeno, questo, che non si è manifestato soltanto in Cina e che ha visto proliferare in tutto il mondo tour virtuali, dirette live e altre modalità di visita online, grazie alle quali gli utenti hanno potuto visitare da casa le ricchezze del patrimonio culturale e artistico mondiale. Tutto ciò ha aperto nuovi orizzonti nel settore, ma ha anche ridotto lo spazio di crescita delle attrazioni turistiche offline. Nella prima metà dell’anno, il turismo domestico ha registrato un calo su base annua del 62%, mentre le entrate derivanti dal turismo sono andate giù del 77%. Alla luce di tali considerazioni, la decisione di rendere gratuiti i biglietti va letta anche come un tentativo di ricoltivare le abitudini di viaggio dei cittadini, ricercando forme di guadagno alternative mediante cui sostenere le proprie attività.

Un altro cambiamento a cui si è assistito riguarda proprio le abitudini di viaggio dei cinesi: secondo i dati di piattaforme del settore, quest’anno il trend prevalente sembra collocare in cima alle preferenze degli utenti viaggi più brevi e destinazioni più vicine.

Come fanno notare in molti, le vacanze per lo shi yi rappresentano un’occasione per viaggiare a lungo attesa da tanti cinesi. Secondo le stime della China Tourism Academy, le strutture turistiche del Paese riceveranno 550 milioni di visite. Sebbene la Cina sia riuscita ad arginare efficacemente la diffusione del virus, registrando da oltre un mese zero casi di contagio “autoctoni” – tutti quelli segnalati sono riscontrati tra soggetti rientrati dall’estero – sarà comunque un test importante per il Paese, che, almeno sulla carta, è stato istruito a dovere per garantire che questo periodo di spostamenti eccezionali si chiuda in totale sicurezza. A Shanghai, ad esempio, tutti i passeggeri in arrivo negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie della città sono sottoposti a controlli della temperatura corporea e sono invitati a mostrare sui loro smartphone il jiankang ma, il codice che certifica il loro stato di salute. Misurazioni della temperatura vengono poi eseguite all’ingresso di ogni stazione della rete metropolitana. Anche all’interno delle varie comunità sono state potenziate le misure di prevenzione e controllo. Nello Yunnan, tra le destinazioni più in voga nel Paese, le attrazioni turistiche hanno reso le prenotazioni obbligatorie, con ingressi scaglionati su più fasce orarie e un tetto massimo al numero di visitatori.


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