【In altre parole】VIA DELLA SETA DELLA SALUTE E ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’- UNO STESSO OBIETTIVO: IL BENESSERE DEI POPOLI

2020-09-09 10:06:50
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Le Nazioni Unite, di cui si celebra quest’anno il 75° anniversario, rappresentano la realizzazione di un’aspirazione antichissima dell’Umanità: quella verso l’unità del mondo (l’”Oikumene” del mondo greco-romano; il “Tianxia” in Cina; oggi, la “comunità di destino condiviso” di cui parla il presidente Xi). Già il nome dell’antica capitale Chang’an (oggi, Xi’an), richiamava quell’ aspirazione. Grazie agl’incontri lungo le antiche vie commerciali dell’Eurasia (le “Vie della Seta” e “delle Spezie”), era nata la consapevolezza dell’esistenza di altri imperi, con i quali era opportuno dialogare. Ad esempio, nel 453 d.C., i Bizantini e i Persiani avevano firmato un, seppur effimero, Trattato di Pace Eterna, che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto estendersi anche a Cina e India. Secoli più tardi, gli Yuan, i Gesuiti e gl’Illuministi avevano prefigurato una forma di unità del mondo conosciuto.

Grazie allo sviluppo della scienza e della tecnica, i continenti sono ormai ogni giorno in stretto contatto fra di loro. Ciò ha permesso alle Nazioni Unite di riunire tutti i popoli della Terra, e di affrontare, con le loro agenzie, i grandi problemi del mondo. Purtroppo, questa così necessaria attività sta incontrando crescenti difficoltà, come dimostrato dalle vicissitudini dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dovute al mancato adeguamento della collaborazione internazionale alle sfide del mondo contemporaneo, che impongono di uscire dai limiti angusti delle ideologie, con un dialogo alla pari fra le diverse culture. Quest’esigenza si manifesta in tutta la sua evidenza di fronte alle emergenze mondiali, come quella ambientale e, soprattutto, quella sanitaria, richiedenti una maturità di giudizio che le singole culture non sono, da sole, in grado di supportare. Il Covid-19 sta ancora mietendo tante vittime anche perché si vogliono ridurre questioni drammatiche, come la riforma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il “lockdown” e i vaccini, a banali occasioni di propaganda.

La “Belt and Road Initiative”(BRI), l’ articolato progetto di collaborazione internazionale conosciuto in Italia come “Nuova Via della Seta”, costituisce un’occasione per rafforzare le Nazioni Unite, facendo leva su quegli antichi legami fra i popoli. Ad esempio, molti dei protagonisti delle antiche Via della Seta erano stati al contempo filosofi, leader politici e luminari della medicina, e ancor oggi i Paesi della BRI mantengono vive quelle tradizioni olistiche (come per esempio con la medicina “Unani”-greca-, lungo la “Via delle Spezie”, ereditata direttamene da Ippocrate, Galeno, Averroè, Maimonide, Avicenna e Razi).

La “Via della Seta della Sanità”, creata nel Gennaio 2017 con un Memorandum of Understanding fra Cina e OMS, è destinata, facendo leva su quegli antichi legami, a rendere più efficace l’azione delle Nazioni Unite, oggi minacciata da una nuova Guerra Fredda. Ad esempio, grazie alla missione in Italia dei medici cinesi e di altre nazionalità, le esperienze sul Covid-19 già fatte altrove sono state preziose per uscire dalla nostra emergenza sanitaria, che, come nelle Americhe, avrebbe potuto peggiorare indefinitamente. Ancora ad Agosto, secondo una nota dell’Ambasciata italiana a Pechino, “un treno cargo speciale organizzato dalla struttura del commissario straordinario Arcuri”- il “Chang’an”, partito per Milano da Xi’an- composto da 45 vagoni, “porta a bordo materiale medico-sanitario destinato dell’epidemia da Covid-19, incluse 16 tonnellate di melt blow, componente essenziale per la produzione di mascherine in Italia”. Nelle capitali europee visitate in questi giorni, il ministro Wang Yi e le sue controparti europee (in Italia, il Ministro degli Esteri Di Maio) hanno insistito sulla prosecuzione e allargamento della collaborazione in campo sanitario, e non solo. Secondo uno studio dell’Istituto Italiano per i Commercio con l’ Estero (ICE) “la ripresa degli scambi mondiali nel 2021 sarà guidata dagli Emergenti Asia…Cina in testa”.

Dopo questi 50 anni di relazioni italo-cinesi (multilaterali e sino-europee), non è certo il momento d’interromperle (il cosiddetto “decoupling”), bensì quello di progettare insieme i prossimi 50. L’Iniziativa della “Belt and Road Initiative” (articolata nelle varie “vie”: terrestre, marittima, artica, della salute, digitale, della cultura) costituisce una risposta globale.

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