Imprese straniere intensificano la loro presenza in Cina

2020-07-21 22:05:20
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Ammonta a oltre 4 miliardi di euro la cifra che verrà investita in Cina quest’anno da Volkswagen insieme ai suoi partner cinesi. Recentemente l’amministratore delegato del gruppo tedesco Stephan Wollenstein ha riferito che l’ulteriore apertura del mercato cinese offrirà più opportunità a Volkswagen. I decisori di non poche compagnie multinazionali la pensano più o meno allo stesso modo di Wollenstein. Negli ultimi mesi, imprese straniere come Qualcomm, Pepsi, JP Morgan ed Exxon Mobil hanno intensificato la loro presenza in Cina, espandendosi attivamente nel mercato cinese.

Attualmente, la Cina si sta gradualmente risollevando dall’impatto dell’epidemia. La crescita economica nel secondo trimestre dell'anno ha registrato un forte balzo, mettendo a segno un +3,2%. Inoltre, i principali indicatori economici come quelli sulla produzione industriale e i consumi hanno continuato a migliorare. Tutto ciò ha oggettivamente stimolato l’afflusso di varie risorse nel mercato cinese, rafforzando la fiducia dei capitali stranieri verso la possibilità di investire in Cina. Secondo le previsioni contenute nel rapporto “China Economic Monitor” pubblicato di recente da KPMG, l’economia cinese continuerà a registrare una ripresa stabile e potrà guidare nuovamente la ripresa dell’economia mondiale. Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, la Cina sarà l’unica tra le principali economie a realizzare quest’anno una crescita positiva.

La Cina rimane un terreno fertile per gli investimenti perché non può fare a meno di buone fondamenta economiche, del continuo miglioramento dell’ambiente commerciale e di una politica sempre favorevole all’allargamento dell’apertura.

Le buone fondamenta economiche si rispecchiano in elementi di qualità come un enorme mercato, una catena industriale completa ed efficace, infrastrutture complete e talenti nel campo dell’high-tech. Nel primo semestre di quest’anno, i capitali investiti dagli USA in Cina hanno visto una crescita del 6%. Dalla seconda metà di maggio alla prima metà di luglio, il charter commerciale che si è mosso lungo il “corridoio rapido” Cina-Germania ha riportato con tre voli nella Repubblica Popolare centinaia di imprenditori tedeschi (insieme ai loro famigliari). Evidentemente, la salvaguardia della stabilità della supply chain e della catena industriale globali rappresenta la volontà comune delle multinazionali.

Oltre all’“hard power”, la Cina sta rafforzando continuamente anche il “soft power”. Dal Rapporto sull’ambiente commerciale nel mondo (2020) pubblicato lo scorso ottobre dalla Banca mondiale emerge che l’indice dell’ambiente commerciale cinese si colloca al 31esimo posto, salendo di 15 posizioni.

Vale la pena ricordare che quest’anno rappresenta anche il primo anno in cui è stata attuata la Legge cinese sugli investimenti esteri. Sherri He, direttrice nella Greater China della società di consulenza A.T. Kearney, ha osservato che l’entrata in vigore della Legge ha definito l’intelaiatura fondamentale del nuovo sistema giuridico degli investimenti esteri, e ha alleggerito i requisiti per gli investimenti esteri in Cina. Ciò segna una nuova fase dell’apertura all’estero (un’apertura di livello ancora superiore), che aumenterà efficacemente la fiducia delle imprese a capitali esteri.

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