Sono i politici statunitensi fabbricatori di menzogne i più grandi violatori dei diritti umani

2020-07-17 21:37:27
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Recentemente, alcuni politici anti-cinesi, tra cui il Segretario statunitense Mike Pompeo e il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Robert O'Brien, hanno diffamato la politica cinese di governance dello Xinjiang col pretesto dei diritti umani, diffondendo bugie come la "detenzione su larga scala", il "lavoro forzato" e il "controllo della popolazione" nello Xinjiang. Tuttavia, non hanno potuto presentare prove concrete.

Secondo un'indagine del sito indipendente statunitense “Grey Zone”, la bugia che "gli uiguri sono forzati a lavorare" è infatti una "campagna flash di pubbliche relazioni" pianificata dalle forze anti-cinesi negli Stati Uniti e in Australia, e non esiste alcuna prova a sostegno di questa diceria. Per quanto riguarda la bugia dell’"imprigionamento di quasi un milione di uiguri", si tratta di un'assurda conclusione all’indagine di un campione di solo otto persone, pubblicata dal sito " Chinese Human Rights Defenders" sostenuto dal governo statunitense. Quanto al "controllo della popolazione", la realtà è che negli ultimi 40 anni, la popolazione uigura nella Regione autonoma dello Xinjiang è aumentata da 5,55 milioni a 11,68 milioni. Dove sarebbe quindi il cosiddetto "controllo della popolazione"?

In effetti, la strategia cinese sulla governance dello Xinjiang è proprio la più grande protezione dei diritti umani. Grazie alle politiche di anti-terrorismo e di de-estremizzazione, nello Xinjiang non si è verificato nessun caso di terrorismo violento per più di tre anni consecutivi. Allo stesso tempo, il governo locale dello Xinjiang sta garantendo nella maniera più ampia i diritti di lavoro delle persone di tutti i gruppi etnici nella regione. La situazione dei diritti umani in Cina deve essere giudicata dal popolo cinese, non dai politici americani.

Al contrario, la questione dei diritti umani negli USA ha ormai lasciato al mondo una cattiva impressione. Negli ultimi 20 anni, gli Stati Uniti hanno lanciato guerre e operazioni militari contro molti Paesi, provocando enormi crisi umanitarie e violazioni dei diritti umani. La disparità tra ricchi e poveri nel Paese ha anche avuto un grave impatto negativo sul godimento e la realizzazione dei diritti umani.

Alla 44esima riunione del Consiglio dei diritti umani dell’Onu tenutasi giorni fa, 46 Paesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, valutando positivamente lo sviluppo dei diritti umani nello Xinjiang, e criticando fortemente gli Stati Uniti per aver provocato la Cina con le questioni relative ai diritti umani. Se Pompeo, O'Brien e altri politici vogliono conoscere veramente la situazione di sviluppo dello Xinjiang, devono ascoltare il consenso della comunità internazionale.

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