​Libertà di religione? Le parole di Mike Pompeo sembrano una barzelletta!

2020-06-12 22:01:13
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Recentemente il Consiglio di Stato Usa ha pubblicato il cosiddetto “Rapporto sulla libertà della religione globale 2019”, nel quale ha diffamato le politiche cinesi sulla libertà religiosa. Durante la conferenza stampa tenuta lo stesso giorno, il segretario dello Stato Usa Mike Pompeo ha di nuovo aperto la bocca per dire menzogne, diffamando la Cina per la cosiddetta “oppressione” nei confronti delle religioni. Nel momento in cui il governo statunitense ha usato la violenza per reprimere con violenza le attività di protesta contro la discriminazione razziale all’interno del Paese e ha cercato di imporre pressioni all’estero attraverso le sanzioni rafforzando le tensioni tra popoli con diverse religioni, Mike Pompeo ha addirittura presentato un volto da “maestro dei diritti umani”, intrecciando bugie per interferire nelle politiche della religione degli altri Paesi. Le sue parole sembrano davvero una barzelletta!

L’interferenza negli affari interni degli altri Paesi a nome di “libertà della religione” è un trucco frequentemente usato dal governo statunitense secondo la loro politica di egemonismo. Per fare questo gli Usa diffamano la politica cinese sulla libertà religiosa, diffondono bugie sulla detenzione nel Xinjiang di milioni di cittadini di minoranze etniche e progettano bozze sul Xinjiang e sul Tibet con l’intenzione di effettuare una gestione a “longa manus”. I politicanti statunitensi come Pompeo approfittano di ogni occasione per giocare la cosiddetta “carta della religione” per imporre pressioni alla Cina.

Da tempo il territorio degli Stati Uniti è teatro di gravi conflitti religiosi e di tensioni provocate dalla discriminazione. Sin dall’insediamento della nuova amministrazione statunitense, la situazione della libertà religiosa negli Usa è peggiorata di giorno in giorno, in particolare con continuo peggioramento dell’intolleranza nei confronti dei seguaci del Giudaismo e dell’Islam. Secondo quanto reso noto da un’indagine pubblicata il marzo dell’anno scorso dal Pew Research Center, l‘82% degli intervistati ritiene che i musulmani stanno affrontando problemi di discriminazione negli Usa mentre il 64% degli pensa che gli ebrei si trovano nella stessa situazione. Secondo il rapporto pubblicato dall’FBI, tra tutti i casi criminali concernenti solo pregiudizi e odio del Paese nel 2018, il 20,2% sono collegati all’odio religioso; mentre un rapporto dell’Onu ha anche indicato l’esistenza di rigurgiti antisemiti che accompagnano diversi atti di violenza negli Usa.

Gli Usa non calpestano la libertà di religione solo sul loro territorio. Gli Stati Uniti sono conosciuti in tutto il mondo come il “Paese più guerrafondaio” e negli scorsi decenni hanno appiccato il fuoco della guerra in tanti Paesi tra cui l’Afghanistan, l’Iraq e la Siria, non soltanto progettando le grandi tragedie umanitarie che sono seguite, ma anche rafforzando il sentimento di antagonismo tra le diverse religioni, intensificando la diffusione a livello globale del terrorismo e dell’estremismo.

 

 

 

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