【In altre parole】Il primo Codice Civile unitario in Cina: una tappa importante lungo il percorso di modernizzazione del sistema giuridico

2020-05-28 19:50:37
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Durante le due sessioni quasi 3 mila deputati dell’Assemblea Popolare Nazionale si sono riuniti nella Grande Sala del Popolo di Pechino per esaminare la bozza del primo Codice Civile unitario, una delle novità più attese quest’anno durante i lavori del parlamento cinese. I deputati hanno espresso il loro voto, approvando la bozza, nella giornata di chiusura dell’Assemblea, giovedì 28 maggio.

Insieme a Ivan Cardillo, ricercatore strutturato presso la facoltà di giurisprudenza della Zhongnan University of Economics and Law, con sede a Wuhan, e presidente dell’Associazione degli Accademici Italiani in Cina, abbiamo provato a comprendere meglio il significato e il valore di quella che viene considerata da molti una tappa importante lungo il percorso di modernizzazione del sistema giuridico della Repubblica Popolare Cinese.


▪ Cosa significa per la Cina avere un Codice Civile unitario

È un passo importante sotto diversi punti di vista: dal punto di vista politico, segna la maturazione di una classe dirigente che finalmente guarda all’Occidente alla pari, senza timori reverenziali o sudditanze; dal punto di vista giuridico, segna la maturazione di una scienza giuridica moderna nata sul finire degli anni ‘70. La promulgazione di un Codice Civile conferisce alla Cina dignità nel sistema delle famiglie giuridiche a livello globale.

Dal punto di vista degli operatori del diritto avere un Codice Civile è fondamentale. Dalla fine degli anni ’70 in poi, la legislazione cinese ha sempre seguito le riforme economiche, rincorrendo i cambiamenti in atto nel Paese (il più significativo dei quali risale agli anni ‘90 con l’adozione di un sistema economico socialista di mercato). Si trattava di una legislazione molto pragmatica, che abbracciava l’idea iniziale di Deng Xiaoping, il quale invitava a una legislazione mirata, efficace, applicabile, legata a questioni concrete, non necessariamente perfetta già in partenza. Si procedeva per gradi: ancor prima della promulgazione di una legge c’era la sua applicazione in sede sperimentale in circoscrizioni più ristrette, se ne seguiva l’andamento, solo in un secondo momento si arrivava alla promulgazione di una legge nazionale. Questo ha portato a una legislazione molto frammentaria, con conflitti di norme. Avere oggi un Codice Civile unitario significa in qualche modo risistemare le norme in vigore. Molti giuristi parlano di ricompilazione della legge e di sistematizzazione della normativa, riferendosi proprio a una migliore organizzazione di tutto l’assetto normativo del Paese.

Sui diritti individuali e i diritti delle organizzazioni viene fatto un passo avanti importante. Due aspetti meritano particolare attenzione: l’articolo 109, che prevede la protezione di tutte le libertà, dell’autonomia e della dignità delle persone; e l’articolo 133 sul negozio giuridico, che entra finalmente nel testo legislativo per tutelare l’autonomia della volontà delle parti e il principio di autodeterminazione dei soggetti. Il Codice sistemerà il rapporto tra l’individuo, la collettività, la società e la proprietà personale. La parola “codice” porta con sé un valore importante, richiama l’idea di una norma che vuole ordinare la società, il vivere sociale in modo stabile.


▪ L’importanza del dialogo fra l’Occidente e la Cina

Si tratta di un dialogo molto importante, che si è realizzato attraverso collaborazioni scientifiche e accademiche. Sono molti i giuristi cinesi che si sono formati in Occidente. Non a caso tra le scuole di pensiero ritroviamo la scuola dei dogmatici del diritto, legata al pensiero tedesco, e la scuola della sociologia del diritto, legata invece al pensiero americano.

La Cina ha studiato molto l’Occidente, ha studiato i fenomeni di codificazione e ha seguito con attenzione la letteratura scientifica che si è sviluppata intorno al problema della codificazione, indagando anche i fenomeni di ricodificazione.

È importante ricordare come l’Italia continui a essere considerata un elemento chiave della civiltà occidentale: molti studiosi hanno condotto ricerche storiche, guardando al diritto occidentale a partire dall’antica Roma, passando per il Medioevo e l’Umanesimo, fino ad arrivare alle codificazioni. Il sostegno da parte del governo è stato importante, con borse di studio e progetti di ricerca che hanno sostenuto e incentivato questo studio.


▪ In che misura il Codice Civile attinge al bagaglio culturale tradizionale della Cina

In molti vedono nel codice elementi della tradizione. È interessante analizzare come questa traduzione in norme moderne dei valori tradizionali renda questi valori della tradizione cinese molto vicini anche ai nostri valori fondamentali.

Nelle previsioni generali del 2017 ci sono diversi elementi che sono stati studiati a fondo dai confuciani e dagli esperti del pensiero giuridico confuciano. Pensiamo, ad esempio, all’articolo 9, che introduce il principio verde, ricollegato al Libro dei Riti, in particolare al capitolo sui riti imperiali connessi alla coltivazione della terra, e quindi all’armonia tra uomo, società e natura.

Un altro articolo interessante è l’articolo 1043 del nuovo Codice Civile, contenuto nel capitolo che disciplina la famiglia. L’articolo 1043 dice che tutti i singoli devono impegnarsi a curare e mantenere un sano ambiente familiare, che sia bello, morale e civile, tutte parole connotate da un forte senso della tradizione, portatrici di importanti valori. Quello della morale è un concetto sempre più importante nella Cina di oggi.

Un altro articolo che merita di essere menzionato è quello legato all’ordine pubblico e al buon costume. Viene recuperato il valore normativo del buon costume, delle consuetudini, che sono sempre state fondamentali per l’ordinamento tradizionale cinese. Se pensiamo alle regioni abitate da minoranze etniche o ad alcune zone rurali, le consuetudini lì sono ancora molto forti. Riconoscere a quelle consuetudini un valore normativo è un passaggio significativo.

Un’ultima norma che può essere citata è l’articolo 184 delle previsioni generali, la cosiddetta legge del buon samaritano, che recupera quel rapporto tipico della tradizione cinese tra legge e morale, per cui quando una persona – dice l’articolo 184 – soccorre un terzo in stato di bisogno, non è responsabile per le eventuali lesioni apportate nel tentativo di soccorrerlo. In altri termini, non può essere accusato. Questa è una norma che sintetizza un importante principio tradizionale: quando c’è la morale, un comportamento virtuoso – detto altrimenti quando si aiuta un terzo – non si può applicare la legge. La norma si inserisce anche in un tentativo di risolvere alcune truffe in voga per molto tempo nella società cinese, il cosiddetto fenomeno del “vaso di porcellana” (una persona lascia cadere il vaso di porcellana, accusando il vicino di averlo spinto), che si può far risalire al 1800. La Cina si rifà a questo fenomeno e recupera un altro elemento della tradizione: quando c’è un comportamento virtuoso, non c’è responsabilità legale. Questo concetto è esplicitato chiaramente dall’articolo 184.


▪ In che modo il nuovo Codice Civile aiuterà il governo cinese a guidare lo sviluppo economico del Paese e a gestire una fase delicata come quella attuale

Il rapporto tra ordine giuridico e ordine politico è da sempre molto importante. Lo è e lo è stato per la nostra civiltà e per la Cina. Il Codice arriva dopo una riforma costituzionale del 2018, dove all’articolo 1 della Costituzione così come riformata, si dice chiaramente che la leadership del Partito Comunista Cinese è un principio costituzionale. Da questo punto di vista il Codice è un importante strumento per il governo, per il Partito, dotato di una valenza politica significativa. Allo stesso tempo, il Codice si inserisce in una riforma interna del Partito, dove la gestione della società, la gestione della cosa pubblica e anche la gestione interna al Partito stesso deve essere sempre più trasparente e basata su regole chiare e sul diritto. Si tratta di due operazioni che sono andate di pari passo. Pertanto, il Codice è un traguardo importante per la costruzione dello Stato di diritto in Cina. Sicuramente porterà a una maggiore stabilità all’interno del Paese, renderà i principi futuri dell’attività di governo più prevedibili, più conoscibili, più chiari, più comprensibili a tutti, e questo avrà sicuramente un effetto positivo sull’economia e sul Paese in generale. Il governo, soprattutto il Partito Comunista, con l’adozione di un codice, chiarisce meglio le regole delle attività sociali. Ricordiamo che Xi Jinping ha dato inizio a una grande battaglia contro la corruzione: norme chiare come quelle presenti nel Codice possono risultare importanti anche per arginare possibili abusi all’interno della classe dirigente. Sarà uno strumento importante per il popolo, per il governo e anche per il Partito.


▪ La promulgazione del Codice Civile è la conclusione di un percorso durato anni

Il Codice del 2020 è un atto finale che segna il miglioramento dei caratteri della legislazione cinese. Come detto poc’anzi, la legislazione cinese inizia come strumento ausiliare alle politiche di riforma, che seguono le necessità di costruzione del Paese. Nel 1978 Deng Xiaoping apre la Cina al resto del mondo ed è necessario uno strumento giuridico che permetta di compiere questo passo: così arrivano le joint ventures sino-straniere. È questa la prima legge che viene applicata nel ’79, che avvia un percorso di riforma giuridica, di aperture, di adeguamento dell’ordinamento giuridico cinese agli standard e alle prassi internazionali. Nel 1984 arriva un’altra legge importante per l’economia che ha fatto da traino a tutta la crescita del Paese e a tutte le riforme parallele: la legge sui brevetti e sui marchi. Fino a quel momento la legislazione ha continuato a seguire l’economia. Nel 1986, un primo passo importante, con la formulazione dei principi generali del diritto civile, che provano a regolare anche altri ambiti della vita sociale e non soltanto questioni legate all’economia. Ma è un tentativo timido. Nel ’93, infatti, inizia l’adesione a un sistema di economia socialista di mercato, con norme legate all’uguaglianza delle aziende e dei soggetti di mercato. Poi bisogna dare sostegno ai privati ed è così che nel ‘99 arriva la legge sui contratti. Nel 2007 c’è la riforma sui diritti reali, un primo passo verso la proprietà privata. Sebbene questa sia una legislazione che continua a seguire le riforme economiche, si iniziano anche a fissare dei punti fermi, creando un individuo con dei suoi diritti fondamentali. Nel 2017 abbiamo una prima sintesi di tutta l’attività che è stata svolta con le previsioni generali del Codice Civile, fino ad arrivare al Codice unitario del 2020. Quest’ultimo arriva in un periodo storico particolare, in un mondo globalizzato dove la Cina prova ad avere dei suoi caratteri tipici. Si è superata l’idea di una Cina senza norme, senza legge, senza diritto. C’è una classe di giuristi, preparata, che collabora con l’Occidente, partecipa a convegni internazionali, pubblica su riviste occidentali. La promulgazione del Codice arriva al momento giusto. Resterà un punto di riferimento a carattere generale e proprio per questo sarà importante per il futuro del Paese, perché è pensato per restare, per lasciare un segno.


Ivan Cardillo

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