I politici statunitensi non stanno giocando solo col fuoco ma anche con la vita!

2020-05-11 21:56:21
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Il 10 maggio, il “New York Times” ha riportato che l'FBI e il Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti erano in procinto di pubblicare un avviso, nel quale avrebbero indicato che "hacker cinesi stanno tentando di rubare i risultati della ricerca sui vaccini per il Covid-19 e sulla cura per la polmonite causata dal nuovo coronavirus". La CNN aveva anche rivelato in precedenza che funzionari statunitensi hanno deciso di incolpare la Cina per i recenti attacchi informatici agli ospedali, i laboratori e le aziende farmaceutiche nel Paese.

L’espediente escogitato da alcuni politici statunitensi di fabbricare menzogne accresce costantemente il sapere dell’umanità sulle bugie. La trovata sul problema dello sviluppo del vaccino è l'ultima di una recente serie di azioni compiute dagli Stati Uniti per screditare la Cina.

Di recente, in una conferenza internazionale dei donatori per la lotta all’epidemia di Covid-19, guidata dall'Ue, tutte le parti hanno risposto positivamente, donando un totale di 7,4 miliardi di euro per promuovere la ricerca, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione equa dei vaccini. Tuttavia, il governo statunitense non si è presentato e non ha donato un solo centesimo.

Alcuni leader presenti si sono detti preoccupati del fatto che la politica dell’"America First" potrebbe portare a una "corsa transatlantica al vaccino".

Per quanto riguarda i furti informatici, la Cina è stata vittima di ripetuti attacchi hacker. Per molti anni, gli Stati Uniti hanno sorvegliato, attaccato ed effettuato furti informatici ai danni di governi, imprese e individui stranieri su vasta scala e in modo organizzato e indiscriminato, in flagrante violazione del diritto internazionale e delle regole fondamentali delle relazioni internazionali.

La Cina – il primo Paese a segnalare l’epidemia di Covid-19 – è sempre stata aperta alla cooperazione volta a promuovere la ricerca e lo sviluppo di un vaccino. Dopo lo scoppio dell’epidemia, la Cina ha condiviso subito con gli altri Paesi del mondo le informazioni a sua disposizione sul genoma del nuovo coronavirus, ha stabilito una piattaforma per la condivisione dei dati e dei risultati della ricerca scientifica e ha intrapreso attivamente la cooperazione internazionale nella ricerca e nello sviluppo dei farmaci e del vaccino. Come alcuni osservatori hanno indicato, "essendo il Paese che ha più esperienze nella risposta al Covid-19, la Cina non ha bisogno di rubare informazioni dagli Stati Uniti attraverso l'hacking".

Di fronte alla disfatta riportata nella prevenzione dell'epidemia, i politici statunitensi hanno considerato la ricerca del vaccino come una carta politica per tentare il tutto per tutto. Hanno trasformato la ricerca e lo sviluppo del vaccino, che avrebbe dovuto essere frutto della cooperazione internazionale, in una competizione, nel tentativo di sopprimere lo sviluppo del vaccino in altri Paesi. Il vaccino è considerato una potente arma dell’umanità per sconfiggere il virus. In questo campo, nessun Paese dovrebbe mai impegnarsi in una "gara unilaterale".

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