Covid-19, attribuendo le responsabilità alla Cina, i politici americani mostrano paura e scarsa sicurezza di sé

2020-04-18 21:29:04
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Il 15 aprile, alla domanda se il virus provenga da un laboratorio di Wuhan” il presidente americano ha riposto affermando di aver ha sentito molte voci pronunciarsi in questo senso e che chiederà alle autorità competenti di condurre indagini dettagliate. Lo stesso giorno il segretario di Stato Mike Pompeo ha riposto alla stessa domanda diffamando la Cina con questa affermazione: “il virus proviene da Wuhan” e chiedendo chiarimenti al governo cinese. Con il continuo aumento dei casi di contagio, alcuni politici americani hanno attaccato la Cina con maggiore frequenza attribuendo ad essa la responsabilità per la diffusione dell’epidemia nel loro Paese, mostrando paura e scarsa sicurezza di sé.

Per fare chiarezza sull’origine del virus occorre condurre ricerche scientifiche altamente specializzate. I responsabili dell’Oms hanno affermato più volte che non vi è nessuna prova rilevante che il coronavirus provenga da un laboratorio. Molti esperti medici che godono di fama mondiale hanno detto che l’affermazione secondo quale “il virus è uscito da un laboratorio” non ha alcun fondamento scientifico.

A metà febbraio, 27 virologi ed epidemiologi cinesi e stranieri hanno scritto un articolo pubblicato sulla rivista “Lancet” in cui si sono opposti alla “teoria della cospirazione” ed hanno espresso sostegno agli scienziati, ai professionisti della sanità pubblica e ai medici provenienti da Wuhan e da altri luoghi della Cina. Giorni fa la nota rivista scientifica internazionale “Nature” ha diffuso un articolo in cui la redazione ha presentato le sue scuse per aver collegato per 3 giorni consecutivi il coronavirus a Wuhan, sottolineando che “collegare un virus e una malattia da esso provocata ad un certo luogo rappresenta un comportamento irresponsabile cui è necessario porre fine immediatamente.”

Durante una recente intervista concessa al Financial Times, alcuni funzionari dell’Oms hanno affermato che la Cina sta conducendo delle ricerche sulle fonti del virus, ed è ragionevole che queste ricerche abbiano luogo proprio in quel Paese. Se gli Stati Uniti nutrono dubbi su questioni scientifiche come l’origine del virus potranno chiedere alle autorità competenti cinesi un’indagine congiunta ed attendere una risposta ragionevole.

Secondo quanto mostrato dagli ultimi dati, finora sono stati segnalati negli Stati Uniti oltre 670mila di casi di contagio, il numero di decessi ha superato quota 33mila raggiungendo un nuovo picco nella giornata del 16 aprile. Attualmente i politici americani sono chiamati ad adottare misure efficaci per controllare l’ulteriore diffusione del virus. Se continueranno a diffamare la Cina, non faranno altro che rendere tutto più difficile per il loro Paese.

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