La cosiddetta “recisione dei legami con la Cina” è un puro scherzo

2020-02-17 21:11:48
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Secondo gli ultimi dati, il 16 febbraio sono stati confermati 115 nuovi casi di polmonite virale nelle regioni della Cina continentale (ad eccezione della provincia dello Hubei), con un calo per 13 giorni consecutivi. Attualmente il numero dei casi confermati all’estero è stato meno dell’1% del numero totale dei contagiati.

Non molto tempo dallo scoppio dell’epidemia, gli Stati Uniti sono stati i primi ad evacuare il personale dal Consolato di Wuhan, e hanno ignorato il suggerimento dell’Oms sospendendo completamente l’ingresso nel Paese ai cittadini cinesi. Alcuni media e politici occidentali hanno continuato a pubblicare affermazioni infondate, hanno criticato più volte le azioni adottate dalla Cina per la prevenzione il controllo dell’epidemia e hanno incoraggiato un’altra volta la “recisione dei legami con la Cina”.

Nel mondo di oggi caratterizzato dalla globalizzazione, non vi è nessuna affermazione più irreale e ridicola di questa.

Coloro che guardano in modo eccessivo ai propri interessi e che intendono sfruttare l’epidemia a fini politici per isolare la Cina non potranno fare altro che inasprire la situazione.

Dal punto di vista della catena industriale, la Cina è il centro del comparto manifatturiero globale, ha stabilito molto presto dei vantaggi comparativi, per cui è impossibile trasformare la catena industriale in breve tempo, poiché questo avrebbe un costo altissimo. Ciò spiega la ragione per cui i pescatori della Nuova Zelanda hanno dovuto rigettare quasi cento tonnellate di aragoste in mare a causa della significativa riduzione del numero di ordini dalla Cina. Anche le imprese in tutto il mondo che si occupano della fabbricazione di automobili si trovano a dover affrontare la scarsità di componenti a causa della prolungata chiusura delle fabbriche cinesi.

Lo scoppio di questa epidemia ha reso più chiaro il fatto che la nostra è una comunità dal futuro condiviso, in cui nessun paese è in grado di affrontare da solo le diverse sfide poste all’umanità, e che nessuno di esso potrà andare avanti isolato dal resto del mondo.

Dopo lo scoppio della polmonite virale molte nazioni hanno scelto di rimanere al fianco della Cina. Ormai sono oltre 160 i Paesi e le organizzazioni che hanno espresso vicinanza e sostegno alla Cina. giàdiversigoverniepopolihannofornitoassistenzaalnostroPaese.

L’epidemia non ha confini. La teoria di “recisione dei legami con la Cina” è contraria al buon senso. Solo insistendo sulla solidarietà e sulla cooperazione e abbandonando il pregiudizio e l’odio, l’umanità potrà finalmente sconfiggere l’epidemia.

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