Cina: ‘fondamentale non compromettere il processo di prevenzione e controllo dell’epidemia con la diffusione di pregiudizi e notizie false’

2020-02-09 21:56:34
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L’8 febbraio, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che l’organizzazione si sta impegnando a contenere la diffusione del nuovo coronavirus, che lavorerà con la massima attenzione a contrastare coloro che intendono trasmettere in rete informazioni erronee, compromettendo la prevenzione e il controllo dell’epidemia. Ghebreyesus ha inoltre detto che l’Oms sta istituendo un team che assicuri la diffusione di notizie veritiere e che colpisca coloro che trasmettono notizie non corrispondenti a fatti reali.

Dopo lo scoppio dell’epidemia, la Cina ha confermato la natura dell’agente patogeno in poco più di una settimana, ha condiviso tempestivamente le informazioni sulla sequenza genetica del virus con l’Oms e gli altri Paesi del mondo, ha comunicato in modo aperto e trasparente le informazioni sull’epidemia alla comunità internazionale, adottando in modo decisivo le misure necessarie per contenere l’ulteriore diffusione dell’epidemia. Per questo la Cina ha ricevuto il generale riconoscimento e sostegno della comunità internazionale.

Nel frattempo, alcuni politici e media occidentali hanno scelto deliberatamente di non vedere le misure necessarie e urgenti adottate dalla Cina per la prevenzione e il controllo dell’epidemia e gli importanti risultati conseguiti. Essi hanno continuato a diffondere informazioni false, creando addirittura una “teoria della cospirazione” per diffamare e attaccare la Cina. Questi comportamenti hanno aggravato la situazione di panico, hanno distorto gli sforzi compiuti dal Paese nella prevenzione e nel controllo della polmonite virale, hanno violato i diritti dei cinesi residenti all’estero e delle persone di origine asiatica, danneggiando gravemente la cooperazione internazionale nella lotta al contagio.

Giorni fa, Helga Zepp-LaRouche, fondatrice e presidente di Schiller Institute, un think-tank tedesco, ha espresso perplessità nei confronti delle opinioni espresse dai media di alcuni Paesi di Europa e America, e ritiene che abbiano utilizzato la polmonite virale per diffondere il razzismo con il pretesto della difesa dei “valori occidentali”. Giorni fa, Mario Cavolo, autore statunitense di origine italiana ha concesso un’intervista a China Media Group, nel corso della quale si è detto molto scioccato dall’infezione e dal numero dei morti provocati dall’influenza H1N1 scoppiata nel 2009 negli Stati Uniti, e ha detto che allora nessuno aveva criticato il “Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie” del Paese.

Recentemente, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha affermato sul suo profilo social media che nessun essere umano è un virus e che l’unico ero virus è la xenofobia. Dario Nardella, sindaco di Firenze, ha lanciato un’iniziativa su Twitter per sostenere la Cina, ha definito “inaccettabile” il terrorismo psicologico connesso a questa vicenda ed ha esortato tutti a restare uniti in questa battaglia. Con parole ragionevoli e spirito di solidarietà queste personalità straniere hanno mostrato il giusto atteggiamento da adottare nell’attuale situazione.

Il virus è il nemico comune dell’umanità; per combatterlo e per difendere la salute del popolo cinese e di tutti i popoli del mondo, la Cina ha adottato le misure di prevenzione e controllo più complete e rigorose. La comunità internazionale è chiamata a valutare e a riportare la situazione sull’epidemia in modo obiettivo e giusto e ad opporsi a comportamenti offensivi e pregiudizi, impegnandosi ad eliminare il “virus” del pregiudizio, delle dicerie e delle informazioni false e adottando provvedimenti concreti per rafforzare la cooperazione internazionale.


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