L’epidemia favorirà la crescita economica? Alcuni politici statunitensi sono davvero stravaganti

2020-02-04 21:49:47
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Nell’ultima serie di giorni, la Cina ha compiuto ogni sforzo per combattere l’epidemia di polmonite causata dal nuovo coronavirus, e la comunità internazionale ha espresso in vari modi il proprio sostegno e assistenza al Paese. Tuttavia, ci sono alcune voci di disaccordo che stanno creando interferenza. Tra queste vi è ad esempio quella recente del ministro del Commercio statunitense Wilbur Rossil, secondo cui lo scoppio dell’epidemia in Cina “sarà d’aiuto” per accelerare il ritorno negli Usa della manodopera dell’industria manifatturiera, una voce inappropriata che è stata ampiamente criticate dalla comunità internazionale.

Le epidemie sono sfide comuni all’intera umanità e la loro diffusione non conosce confini nazionali. Attualmente, il governo cinese ha adottato le misure di prevenzione e controllo più complete e rigorose, molte delle quali hanno persino superato i requisiti delle “Norme Sanitarie Internazionali”, con l’obiettivo di proteggere non solo il popolo cinese, ma l’intera popolazione mondiale.

Tuttavia, quale unica superpotenza mondiale, gli USA non hanno fornito alcun aiuto sostanziale alla Cina fino ad oggi, ed hanno anzi preso l’iniziativa di adottare la misura di completo divieto di ingresso ai cittadini cinesi, creando e diffondendo il panico. Le parole ingiuste di Wilbur Rossil secondo cui si trarrebbe beneficio dall’epidemia in Cina dimostrano la mancanza del minimo senso di moralità e di compassione, rivelando che alcuni politici statunitensi mantengono ancora un pensiero di "gioco a somma zero".

L’attuale epidemia avrà inevitabilmente impatti sull’economia cinese, ma questi impatti e influenze saranno temporanei e periodici, mentre le caratteristiche uniche e la vitalità del mercato cinese sono a lungo termine. Le società multinazionali potranno avere uno sviluppo a lungo termine solo se continueranno a coltivare il mercato cinese. Secondo le statistiche interessate, fino al 2 febbraio 2020, 188 imprese straniere in Cina hanno donato 1,096 miliardi di yuan per la lotta contro l’epidemia, proprio a dimostrazione della loro speranza di poter superare le difficoltà insieme alla Cina e della fiducia nel futuro sviluppo della Paese.

Per resistere all’impatto dell’epidemia, la Cina sta adottando varie misure. Il 3 e il 4 febbraio, la Banca Popolare cinese ha immesso sul mercato un totale di liquidità di 1700 miliardi di yuan, garantendo liquidità sufficiente nell’attuale mercato. La Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, l’agenzia di rating internazionale Moody’s, e altre importanti organizzazioni economiche e agenzie di rating mondiali hanno in merito espresso il proprio riconoscimento e apprezzamento. Ovviamente, la situazione epidemica non cambierà la logica del funzionamento interno dell’economia cinese, e questo detto, il desiderio di Wilbur Rossil di assistere all’inversione della tendenza positiva dell’economia cinese dovuta alla situazione epidemica temporanea è un’illusione semplicemente irrealizzabile.

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