Il New York Times scrive l’ennesimo racconto di finzione per screditare i risultati ottenuti nel Xinjiang in tema di occupazione

2020-01-03 20:40:44
Comment
Share
Share this with Close
Messenger Messenger Pinterest LinkedIn

Recentemente, il New York Times ha pubblicato un articolo in cui si afferma che il governo locale del Xinjiang sta adottando la cosiddetta "trasformazione professionale" e ha “costretto” gli uiguri e le altre minoranze etniche a lavorare. Questa accusa, che fondamentalmente ignora la realtà dei fatti, rappresenta una distorsione deliberata del lavoro del governo locale che si impegna a ridurre la povertà e offrire posti di lavoro. Per questo motivo quelloi che viene spacciato per un servizio giornalistico, altro non è che un racconto di pura finzione.

Guardando al mondo, i Paesi e le regioni afflitti dal terrorismo e dall'estremismo sono spesso in difficoltà economiche. Pertanto, lo sviluppo economico, il miglioramento dell'occupazione e l'eliminazione della povertà sono fondamentalmente misure importanti che permettono di sradicare il terrorismo e ripristinare la stabilità sociale, cosa che peraltro è universalmente riconosciuta dalla comunità internazionale.

A causa delle sue condizioni naturali e della propria struttura economica, per lungo tempo la Regione autonoma uigura del Xinjiang ‒ in particolare nella regione del Xinjiang meridionale, dove si concentrano gran parte delle minoranze etniche ‒ ha avuto uno sviluppo socio-economico relativamente arretrato. Per contenere la diffusione di idee estremiste nell'area, il governo della regione ha ritenuto che il miglioramento dell'occupazione e del tenore di vita della popolazione fossero importanti misure da attuare, e ha garantito un lavoro ad almeno un componente di ogni famiglia. Allo stesso tempo, 19 province e città cinesi hanno fornito aiuti al Xinjiang con un investimento annuo di oltre 15 miliardi di yuan. In questo modo hanno aiutato lo sviluppo delle industrie tipiche locali e hanno stimolato lo sviluppo socio-economico della zona. Negli ultimi 5 anni, circa 2 milioni e 314,7 mila persone si sono affrancate dalla povertà assoluta nel Xinjiang.

Tuttavia, l'articolo del "New York Times" non ha fatto alcun cenno al miglioramento del tenore di vita della popolazione del Xinjiang, ma ha distorto la realtà, descrivendo l'aumento del tasso di occupazione nella regione autonoma come frutto di una "costrizione" esercitata dal governo locale a danno delle minoranze etniche, definendolo addirittura "disastro". Per quanto riguarda il cosiddetto "problema del lavoro forzato", il New York Times non ha intervistato nessun funzionario del governo locale del Xinjiang e i dati citati nell'articolo non possono essere verificati. L'articolo ha anche usato ripetutamente parole come "possibile", che rivelano la natura speculativa del pezzo e ne palesano la scarsa credibilità.

La realtà ha dimostrato che l'alleviamento della povertà attraverso l'occupazione ha migliorato il tenore di vita della popolazione del Xinjiang e ha efficacemente frenato la diffusione di idee estremiste, salvaguardando la prosperità e la stabilità della regione. Tuttavia, influenzati dall'ideologia anti-cinese che è profondamente radicata, certi media occidentali come il “New York Times” hanno ripetutamente violato l’etica giornalistica e il principio di oggettività, creando espedienti per attaccare il Xinjiang inventando “racconti”, e tentando di provocare conflitti tra le minoranze etniche e il governo, gettando polvere negli occhi della comunità internazionale. La verità non può essere nascosta, tutti quelli che hanno visitato il Xinjiang giungono a conclusioni obiettive e imparziali. Davanti alla verità dei fatti, i servizi fabbricati ad arte da alcuni media occidentali si rivelano per quello che sono: una barzelletta.

Related stories

Condividi

Articoli più letti

Mai senza Pai

00:02:24
CAPODANNO CINESE-Preparazione delle merci festive
00:00:54
A FIL DI PALO-Wu Lei, primo giocatore cinese che segna contro il Barcellona
00:03:28
VIA DELLA SETA ANTICA-Cavallo di Ferghana, uno dei primi prodotti scambiati tra Cina e il regno di Ferghana
00:02:37
VIA DELLA SETA ANTICA-Ban Chao, difensore del confine cinese
00:02:44
Mai senza Pai: Via della Seta
00:02:14
Mai senza Pai: Viale ChangAn (II)