Hong Kong non è la pedina di nessun politico straniero

2020-01-02 20:12:30
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Recentemente, alcuni politici stranieri hanno inviato una lettera congiunta al chef executive della Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong, Carrie Lam Cheng Yuet-ngor, in cui hanno screditato la forza di polizia di Hong Kong che ha difeso l'ordine pubblico, hanno attaccato la libertà e lo Stato di diritto di Hong Kong, e hanno persino presentato la richiesta irragionevole di "stabilire un meccanismo internazionale di indagine indipendente", interferendo apertamente negli affari di Hong Kong. In risposta, all’alba del primo gennaio, il governo della Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong ha rilasciato una dichiarazione, sottolineando che la lettera era piena di osservazioni false e fuorvianti, alcune persone stanno usando Hong Kong come pedina per raggiungere i loro obiettivi.

Alcuni politici stranieri hanno usato vari mezzi per creare il caos a Hong Kong e contenere lo sviluppo della Cina: questa cosiddetta lettera aperta altro non è un altro modo per esercitare pressioni sul governo della RAS e interferire negli affari interni della Cina. Tuttavia, le cosiddette accuse di questa lettera aperta sono false. Ad esempio, nella lettera è indicato che vi è "seria preoccupazione per l'escalation delle brutalità commesse dalla polizia durante il periodo natalizio"; in realtà, durante il Natale, i radicali violenti hanno devastato la città, recato disturbo ai cittadini e impedito la normale attività dei negozi. La polizia di Hong Kong ha invece mantenuto sempre la moderazione e ha usato la minima violenza per ripristinare l'ordine pubblico, non ha mai preso l’iniziativa per prima quando ha agito contro i "manifestanti" e ha utilizzato la forza appropriata solo quando i "manifestanti" si sono resi responsabili di reati. Questa pratica è pienamente in linea con gli standard internazionali sui diritti umani. Dopo le agitazioni causate dalle proteste contro un emendamento alla legge sull’estradizione, nessun "manifestante" è morto a causa delle azioni svolte dalla polizia; al contrario, sono 520 gli agenti di polizia rimasti feriti dall’inizio delle proteste.

In questa lettera aperta, alcuni politici stranieri hanno dato la colpa delle azioni violente dei manifestanti radicali al "rifiuto del governo di ascoltare le loro paure" negli ultimi sei mesi, il che è ugualmente infondato. Dal 9 giugno, si sono tenute a Hong Kong più di 1000 manifestazioni, processioni e raduni, e l'ampia copertura che i media hanno garantito delle manifestazioni non ha precedenti nella storia di Hong Kong. Il che è già sufficiente a dimostrare che i cittadini di Hong Kong possono partecipare liberamente a legittime manifestazioni pacifiche per esprimere le proprie opinioni. I teppisti mascherati hanno invece distrutto infrastrutture e attaccato sfrenatamente agenti di polizia e cittadini con diverse opinioni, causando la morte di un innocente e gravi ferite da ustione a un altro, gettando in uno stato di terrore i comuni cittadini di Hong Kong.

La cosa che è ancora più irragionevole di questa lettera è che i politici stranieri attaccano la libertà e lo Stato di diritto di Hong Kong. La libertà e lo Stato di diritto sono valori fondamentali e le basi su cui poggia la prosperità e la stabilità a lungo termine di Hong Kong. Da quando Hong Kong è ritornata alla Cina, la RAS ha visto schizzare in alto la propria posizione nella classifica globale dell’indice dello Stato di diritto, passando dal 60° posto del 1996 al 16° del 2018, facendo meglio perfino degli Usa.

Questi politici stranieri hanno anche proposto che "la comunità internazionale dovrebbe stabilire un meccanismo investigativo indipendente" per svolgere indagini sulle forze di polizia di Hong Kong, e hanno anche minacciato di attuare sanzioni contro i funzionari di Hong Kong. Hong Kong appartiene alla Cina, chi dà l’autorità a delle forze esterne di condurre queste cosiddette indagini su questioni che riguardano gli affari interni della Cina? Tale assurda richiesta non troverà mai l’approvazione degli 1,4 miliardi di abitanti della Cina, di cui fanno parte anche i 7,5 milioni di cittadini di Hong Kong.

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