Questione del Xinjiang: dichiarazione congiunta di 54 Paesi a sostegno della Cina

2019-10-30 20:17:28
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Martedì 29 ottobre, durante la discussione della terza commissione dell'Assemblea generale dell'Onu sulle questioni relative ai diritti umani, la Bielorussia ha rilasciato una dichiarazione congiunta a nome di 54 Paesi, valutando positivamente i risultati delle misure antiterrorismo e di de-estremizzazione nel Xinjiang, sottolineando che queste misure hanno garantito effettivamente i diritti umani fondamentali della popolazione di tutti i gruppi etnici della regione autonoma cinese. Nella dichiarazione congiunta si è sottolineato in particolare che alcuni Paesi devono smetterla di politicizzare le questioni relative ai diritti umani, e farla finita di muovere accuse infondate contro la Cina. Questa affermazione è un forte contrattacco contro alcuni Paesi occidentali che cercano di contenere l'avanzata della Cina giocando la carta del Xinjiang. E ha dimostrato che i risultati e lo sviluppo della causa della lotta al terrorismo nel Xinjiang sono ampiamente compresi e riconosciuti dalla comunità internazionale.

A causa del polverone sollevato e delle speculazioni fatte dagli Stati Uniti e da altri Paesi, la questione del Xinjiang è recentemente diventata un "tema di interesse internazionale" molto seguito. Questi Paesi hanno preso l'antiterrorismo, i diritti umani e la libertà di credo del Xinjiang come bersaglio, per prendere di mira e screditare la Cina. Tuttavia, è molto evidente che la Cina ha più Paesi sostenitori, la cui rappresentatività è anche più vasta. I loro punti di vista riflettono il rispetto della realtà fondamentale del Xinjiang.

I 54 Paesi hanno sottolineato congiuntamente che il terrorismo, il separatismo e l'estremismo religioso hanno causato gravi danni a tutti i gruppi etnici che compongono la popolazione del Xinjiang, e hanno calpestato i diritti umani fondamentali, come il diritto alla vita, alla salute e allo sviluppo. Le misure adottate nel Xinjiang, come lo stabilimento di Centri d'istruzione e di formazione di competenze professionali, hanno invertito la situazione della sicurezza locale e hanno garantito efficacemente i diritti umani fondamentali di tutti i gruppi etnici della regione. Negli ultimi tre anni non si sono verificati incidenti violenti nel Xinjiang. Inoltre, i suddetti Paesi hanno apprezzato la protezione dei diritti umani nei lavori di lotta al terrorismo e di de-estremizzazione del Xinjiang. Ciò dimostra pienamente che questi Paesi hanno conoscenze e una comprensione realistica della necessità di fare la lotta al terrorismo nel Xinjiang, delle politiche del governo cinese e di quelli che sono i risultati ottenuti dall'antiterrorismo e dalla de-estremizzazione nella regione autonoma. Per queste ragioni possono dare giudizi oggettivi e imparziali.

Inoltre, la dichiarazione congiunta ha anche apprezzato l'apertura e la trasparenza mostrate dalla Cina nell’invitare inviati dei vari Paesi, funzionari delle organizzazioni internazionali e giornalisti a visitare il Xinjiang, indicando che questi visitatori hanno visto una situazione completamente diversa da quella riportata da alcuni media occidentali. Quindi, la dichiarazione ha richiesto ai Paesi interessati di porre fine alle accuse infondate mosse contro la Cina con informazioni non confermate, e ha richiesto all'Office of the High Commissioner for Human Rights (OHCHR) e alle altre agenzie delle Nazioni Unite di agire e lavorare in modo obiettivo e imparziale sulla base di informazioni autentiche ed affidabili.

I fatti hanno già dimostrato che le misure preventive antiterrorismo e di de-estremizzazione adottate dal governo locale del Xinjiang sono importanti contributi della Cina alla causa internazionale della lotta al terrorismo, e forniscono utili esperienze alla comunità internazionale e ai Paesi occidentali. Quando è messa davanti alla realtà dei fatti, la comunità internazionale non dà credito alle diffamazioni dei Paesi occidentali, quale che sia la forza dei loro attacchi.

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