Il Medio Oriente deve abbandonare il "doppio standard" nell'antiterrorismo

2019-10-29 20:08:55
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Recentemente gli USA hanno annunciato che durante un attacco dell'esercito statunitense il 26 ottobre, il leader supremo dell'organizzazione estremista "ISIS", Abu Bakr al-Baghdadi, si è suicidato. Il ministero della Difesa nazionale russo ha successivamente dichiarato che la Russia non è entrata in possesso delle informazioni relative, ed ha espresso dubbi sulla credibilità dell'affermazione statunitense. Allo stesso tempo, anche i leader e gli alti funzionari di altri Paesi hanno espresso il proprio atteggiamento di "prudenza" sulla dichiarazione USA della morte di Baghdadi.

Dopo anni di lotta congiunta della comunità internazionale contro l'"ISIS", quest'organizzazione ha perso la sua ultima roccaforte a marzo, giungendo a un punto morto. In questo contesto, si può dire che per Baghdadi la fine era vicina. Se la notizia della sua morte verrà confermata, sarebbe sicuramente un duro colpo per l’ “ISIS”, e ciò rafforzerebbe la fiducia della comunità internazionale nella lotta al terrorismo. Tuttavia, generalmente parlando, la situazione della lotta al terrorismo in Medio Oriente rimane ancora difficile.

La comunità internazionale si è dedicata alla lotta al terrorismo per quasi 20 anni, sin dall'“11/09”. Secondo le statistiche, nella prima metà del 2018, si sono verificati 639 attacchi terroristici in 42 Paesi. Ciò dimostra che la situazione internazionale della lotta al terrorismo rimane ancora complessa e grave e che rimangono da affrontare ancora molte sfide.

Una delle maggiori sfide è data dal fatto che alcuni Paesi occidentali hanno anche "obiettivi privati" nella lotta al terrorismo, e utilizzano il combattimento contro il terrorismo come uno strumento di gioco strategico, creando infatti ostacoli alla cooperazione internazionale nell’antiterrorismo. In Siria ad esempio, alcuni Paesi occidentali, per raggiungere lo scopo di rovesciare il governo legittimo siriano, hanno ignorato il vero volto delle '"opposizioni" e fornito loro grande quantità di soldi e armi. Queste organizzazioni estremiste hanno sfruttato proprio quest’opportunità per espandere rapidamente il proprio potere.

I fatti dimostrano che per la comunità internazionale il terrorismo costituisce una sfida comune alla sicurezza e che nessun Paese può affrontarlo da solo. Per quanto riguarda la lotta al terrorismo internazionale, solo quando i vari Paesi abbandoneranno il "doppio standard" e rafforzeranno la cooperazione per mantenere alta pressione a tutto tondo, lo spazio d’azione del terrorismo potrebbe venire ristretto.

Allo stesso tempo, i molti anni di esperienza della comunità internazionale nella lotta al terrorismo dimostrano che basarsi soltanto sui mezzi militari per eliminare il terrorismo è insostenibile, e che ciò al contrario intensificherà le contraddizioni. Solo agendo a partire da radici ideologiche ed economiche, realizzando la riconciliazione sociale, il miglioramento del tenore della vita del popolo, e l'eliminazione alla radice del terrorismo, si potrà davvero realizzare la sicurezza comune dell'umanità.

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