Il bullismo economico degli Stati Uniti

“Se le aziende non vogliono fornirci i dati, useremo altri strumenti politici nella nostra cassetta degli attrezzi per convincerle”. Con queste parole del segretario al commercio USA Gina Raimondo, TSMC, Samsung, SK hynix e altri giganti dei chip hanno dovuto abbandonare le loro illusioni e consegnare agli USA i segreti aziendali fondamentali come i dati di produzione, vendita e inventario.
Gli Stati Uniti richiedono ai produttori di semiconduttori di presentare dati sulla produzione e le vendite di chip, sostenendo che questo è per migliorare la “trasparenza della catena di approvvigionamento” dei chip. Chiunque abbia un occhio attento sa che questo è solo un pretesto per minare la competitività di queste aziende e per mantenere il dominio dell’industria di produzione di chip saldamente nelle mani delle aziende statunitensi. Questo è un tipico atto di bullismo economico.
Dal creare ostacoli alle aziende tecnologiche cinesi come Huawei e ZTE al costringere i produttori di chip a consegnare dati sensibili, gli Stati Uniti hanno usato il loro potere amministrativo per ricattare le aziende straniere, mostrando al mondo cosa sia la “coercizione economica” e come essi stessi i abbiano calpestato le regole del mercato come la concorrenza leale e il libero scambio.
