La fondazione svedese TFF critica il rapporto sul Xinjiang degli Usa e del Canada che è pieno di dati falsi e pregiudizi

2021-05-12 20:08:18
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Recentemente la fondazione svedese Transnational Foundation for Peace and Future Research (TFF) ha pubblicato un rapporto sul suo sito web intitolato “A Critical Analysis Of A Report By The Newlines Institute And The Raoul Wallenberg Center”, svelando in dettaglio la storia interna del falso rapporto sul “genocidio” correlato al Xinjiang redatto dagli Stati Uniti e dal Canada.

Il rapporto del TFF ha compiuto un’analisi critica sul background del Newlines Institute e del Raoul Wallenberg Center che hanno rilasciato il rapporto, sull’oggettività dei documenti citati e dei loro autori, l’autenticità dei dati e la rigorosità del processo di compilazione. Ha dimostrato la razionalità dei lavori del Xinjiang nella lotta contro il terrorismo e nell’estirpazione dell’estremismo.

Secondo il rapporto del TFF, il cosiddetto rapporto sul Xinjiang si ispira completamente alla mentalità della guerra fredda ed è stato pubblicato in fretta per servire la forte posizione dei gruppi di interesse all’interno degli Stati Uniti verso la Cina e supportare le dichiarazioni dell’ex segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo in merito al presunto “genocidio”, con l’intenzione di demonizzare sistematicamente la Cina. Tale rapporto è pieno di informazioni e dati falsificati, priva della benché minima base accademica. Il suo contenuto è seriamente distorto e non può provare la veridicità del presunto “genocidio” nel Xinjiang. In realtà, la guerra contro il terrorismo portata avanti dagli Usa ha causato un gran numero di vittime civili ed è essa a dover essere definita “genocidio”.

Il rapporto del TFF ha sottolineato che nel rapporto sul Xinjiang gli autori hanno avuto evidenti pregiudizi nella selezione dei documenti originali, trascurando o nascondendo deliberatamente una grande quantità di informazioni preziose e reali.

Il rapporto del TFF ha inoltre criticato la stampa mainstream occidentale per aver chiuso gli occhi di fronte ai gravi errori del rapporto sul Xinjiang e per aver abbandonato i propri principi tanto sbandierati, ripubblicandolo ciecamente e diffondendolo senza verificare la fonte. Ciò ha riflesso la stragrande potenza delle alleanze di interessi “industria militare-stampa-think tank” in Occidente, soprattutto negli Stati Uniti. Anche le istituzioni accademiche si sono rese complici dei suddetti gruppi di interesse.

Secondo il rapporto del TFF, le accuse mosse tramite il rapporto sul Xinjiang non favoriscono né i rapporti fra Cina e Occidente, né gli interessi degli stessi Stati Uniti. Per realizzare gli interessi comuni dell’Occidente, della Cina e del mondo, si deve cercare di realizzare il win-win e recare beneficio a tutte le parti in causa, tramite la multipolarizzazione e la cooperazione di mutuo vantaggio.

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